Le co.co.co. il 9% della forza lavoro

17/11/2005
    giovedì 17 novembre 2005

    Pagina 47

    Studio Nidil-Cgil sui lavoratori parasubordinati

      Le co.co.co. il 9% della forza lavoro

        di Teresa Pittelli

          Nuovo allarme della Cgil: i lavoratori parasubordinati superano il 9% della forza lavoro, e in ben dieci regioni del Centronord sono nettamente al di sopra questa quota. Su dieci persone a lavoro, dunque, una ha un contratto atipico. ´Questi dati confermano l’urgenza di politiche nazionali e regionali di contrasto agli abusi e di includere anche i parasubordinati nelle reti di protezione sociale’, commenta Emilio Viafora, segretario generale del Nidil, che ieri a Roma ha presentato uno studio che fa chiarezza sul numero e sull’attività dei collaboratori. ´Le cifre dell’Inps dimostrano che nel 2004 i collaboratori attivi sono 2.069.929 (+14,80%), numero ben superiore a quello erroneamente diffuso in questi giorni da alcuni organi di stampa’, spiega Nidil, ´perché al numero dei contribuenti bisogna aggiungere le pratiche inevase, ossia le posizioni di cui l’istituto non ha ancora verificato l’effettivo ammontare dei versamenti’, chiarisce Antonio Ruda (Cgil). Il Nidil ha anche fornito un quadro delle varie attività svolte: tra 1999 e 2003 sono diminuiti gli amministratori, i sindaci, i revisori dei conti (-3,9%) e gli amministratori di condominio (-9,6%), mentre si sono dimezzati i venditori porta a porta (-52,1%). Nei quattro anni considerati hanno avuto invece un exploit gli operatori dei trasporti (+284,9%), i dottorandi di ricerca (+228,3%) e gli animatori di intrattenimento (+218,3). Ma il dato più preoccupante secondo Nidil è il boom delle cosiddette attività non classificate, che aumentano del 74,5%. ´È proprio tra questi collaboratori che probabilmente si concentra il maggior numero di abusi, cioè di contratti di collaborazione che mascherano lavori subordinati, ed è inspiegabile perché Inps e ministero del lavoro non concentrino su questo tema l’attività ispettiva’, insiste Viafora.

          Il sindacato ha presentato anche una simulazione sulle prestazioni pensionistiche che attendono i lavoratori parasubordinati. Con un compenso medio di 10.880 euro l’anno, un’aliquota al 20% e 40 anni di lavoro, infatti, risulta che l’importo della pensione dovrebbe aggirarsi sui 410 euro mensili. E la situazione non migliorerebbe granché anche con aliquote maggiori: si avrebbero infatti 513 euro al mese con una aliquota del 25% e 677 euro con versamenti al 33%. ´Il problema principale dei collaboratori è il basso compenso’, conclude Viafora, ´e non certo la giovane età, visto che il 68% ha tra i 30 e i 59 anni e solo il 21% ha meno di 30 anni’. (riproduzione riservata)