Le cassiere Coop, l’integrativo e il diritto alla scortesia

01/08/2013

“E’ del tutto stupefacente che il sindacato annoveri tra i diritti dei lavoratori la scortesia e la mancanza di igiene”. Non c’è che dire: Coop Estense – in una nota indirizzata alla Nuvola del Lavoro – alza l’asticella della polemica e attacca i confederali sul terreno dei diritti comportamentali dei lavoratori.
Martedì sul blog del Corriere della Sera Critical Mastra ha tirato in causa provocatoriamente la testimonial Luciana Littizzetto sul sorriso richiesto alle cassiere dai vertici di una delle grandi cooperative del sistema Coop. Il motivo del contendere sarebbe questo sistema di valutazione del dipendente (come la cura della persona) al quale il management vorrebbe legare anche la retribuzione.
“La sobrietà dei comportamenti e i criteri di carattereestetico sono elementi troppo discrezionali”, contrattacca Alessio Di Labio, responsabile nazionale Filcams Cgil e tra i protagonisti della trattativa sul rinnovo dell’integrativo Coop Estense, che ormai si protrae da quattro anni.
Alla Nuvola del Lavoro il sindacalista riconosce meriti indiscussi all’azienda,come le trattative per rilevare gli esuberi di Unicoop Tirreno in Campania, dove altre grandi sigle della distribuzione hanno lasciato anzitempo provocando inevitabili strascichi sociali.
Rileva tuttavia Di Labio come le controparti siano arrivate alla rottura in questi giorni (con la decisione di Coop Estense di non proseguire nella discussione del contratto di secondo livello) quando le sigle sindacali hanno tentato di tener fuori le cassiere da questa valutazione comportamentale, perché ritenute le figure più deboli in termini retributivi.
“L’avremmo accettato per i venditori e i responsabili di reparto, ma questo sistema di parametrazione stabilito da Coop induceva troppa discrezionalità sul personale”, dice Di Labio.
In realtà la trattativa si sarebbe arenata anche per la retribuzione prevista nelle domeniche e nei giorni festivi. Il sistema Coop sta puntando molto sull’apertura domenicale dopo la liberalizzazione degli orari del commercio stabilita dal precedente governo Monti. L’azienda riconoscerebbe una maggiorazione del 40% rispetto a un giorno normale, nel vecchio integrativo scaduto quattro anni fa questa soglia era fissata al 135%.
Di più: eventuali premi aziendali non sarebbero stati riconosciuti ai neo-assunti,introducendo “una disparità tra lavoratori inaccettabile”, secondo Filcams. Da qui la rottura. Resta comunque impressa la battaglia sul sorriso, riportata anche su Italia Oggi e Libero.
Ma la domanda è: le cassiere possono avere il diritto ad essere scortesi quando il loro lavoro è di front-office? Non ne va della loro professionalità?