Le casse di previdenza diventano europee

18/09/2002




18 settembre 2002


FINANZA E MERCATI


Le casse di previdenza diventano europee

Al via gli schemi istitutivi dei nuovi organismi


MILANO – La previdenza complementare diventa europea. È stato ormai praticamente messo a punto lo schema delle nuove casse pensionistiche continentali che avranno il compito di erogare i medesimi trattamenti ai lavoratori occupati in imprese sovranazionali. Le linee guida dei nuovi organismi – si chiameranno Eppe, ente pensionistico paritetico europeo – sono stati presentati nei giorni in una tavola rotonda promossa da Assoprevidenza (associazione italiana dei fondi pensione) che ha contribuito alla loro definizione. Hanno preso parte al dibattito, oltre al presidente di Assoprevidenza Sergio Corbello, i segretari di Cgil e Cisl Beniamino Lapadula e Pierpaolo Baretta e l’ex-ministro del Lavoro Tiziano Treu. Le casse previdenziali europee prenderanno avvio attraverso accordi tra sindacati ed imprenditori impostati su base paritetica a livello aziendale, di gruppo, di categoria o interprofessionale. Nel rispetto delle normative nazionali sulla normativa sociale, tributaria e sul diritto del lavoro le fonti istitutive dei fondi pensione si accorderanno per un’omogenea definizione dei trattamenti pensionistici agli iscritti. Gli schemi di funzionamento dovranno assicurare la libera circolazione dei lavoratori evitando in particolare penalizzazione nel caso di trasferimenti da paese a paese. Dallo stato europeo scelto come sede dell’Eppe dipenderanno le regole di gestione, i profili pubblicistici della sua organizzazione, il sistema di contabilità, la fiscalità degli investimenti, l’autorità e le forme della vigilanza. Ed è già possibile immaginare che si aprirà una concorrenza tra i sistemi regolamentari dei diversi paesi dell’unione – come ad esempio è già avvenuto su diversi segmenti del risparmio gestito – su chi saprà offrire l’ambiente più adatto e favorevole alla nascita dei nuovi soggetti previdenziali. In ciascuno dei paesi delle organizzazioni firmatarie di un Effe dovrà comunque essere presente una sede nazionale con il compito di assicurare l’applicazione dell’intesa, permettere l’accesso diretto degli aderenti alla cassa previdenziale, vigilare su rispetto delle normative domestiche soprattutto in tema di trasparenza, diritti acquisiti, gestione di eventuali contenziosi.