Le carte per salvaguardare la liquidazione

01/04/2003



            Martedí 01 Aprile 2003
            COMMENTI E INCHIESTE


            Le carte per salvaguardare la liquidazione


            ROMA – Un meccanismo ad hoc per salvaguardare il Tfr dei lavoratori nel caso di chiusura o fallimento del fondo pensione. E la disponibilità a rendere meno rigida la prevista parità tra fondi "chiusi" e "aperti". Sono queste le due carte che il ministro Roberto Maroni si accinge a calare alla riapertura del tavolo con i sindacati sulla delega pensioni con l’obiettivo di incassare un via libera almeno da Cisl e Uil. Ma il "sì" dei confederali (anche solo di una parte) è tutt’altro che scontato. Anche perché il titolare del Welfare non è disposto a cedere su quelle che per i sindacati sono le principali misure da modificare: la decontribuzione sui neo-assunti e la destinazione obbligatoria del Tfr "maturando" alla previdenza integrativa. La partita, dunque, non si annuncia facile. Tra l’altro, Confindustria ha affermato di essere pronta a sedersi di nuovo al tavolo ma ha anche chiesto al ministro anzitutto di chiarire se il documento presentato nei giorni scorsi dai sindacati cambia la logica della delega. Lo stesso Maroni nelle scorse settimane aveva cercato di fugare le perplessità e le preoccupazioni espresse da Confindustria per le modifiche introdotte dalla Camera al testo della delega attualmente al vaglio del Senato. In particolare, il ministro aveva assicurato che sarebbe stata ripristinata la soglia minima del 3% per la decontribuzione sui neo-assunti, che è stata cancellata da Montecitorio aprendo di fatto la strada a una riduzione dei contributi più soft rispetto a quella originaria prevista dal Governo. Ma i sindacati non vogliono sentire parlare di decontribuzione, né soft né di 3-5 punti.
            M.ROG.