Le Cameriere ai piani contro il Cottimo

11/12/2014   (Corriere.it)

Sia che si tratti di un hotel a 5 stelle, sia di una più modesta pensione, il loro ruolo è fondamentale per mandare avanti lattività. Eppure, agli occhi dei clienti come a quelli di molti datori di lavori, sono quasi invisibili. Parliamo delle cameriere ai piani: un piccolo esercito di lavoratrici (la componente femminile è dominante) che opera quotidianamente dietro le quinte del settore dellospitalità.

Proprio a loro è dedicata la Housekeepers Global Week of Action, che si svolge dal 3 al 10 dicembre e intende far conoscere e migliorare le condizioni delle cameriere ai piani. La campagna è firmata da IUF (organizzazione sindacale mondiale che raggruppa le Federazioni Sindacali Nazionali del settore alimentare, degli alberghi e dei ristoranti) e coinvolge oltre 25 paesi in tutto il mondo.
Le iniziative (dimostrazioni, picchetti e volantinaggi, ma anche interventi mediatici e corse podistiche) si concluderanno il 12 dicembre con una conferenza stampa internazionale a San Paolo, in Brasile. In questa occasione saranno le cameriere stesse a raccontare la loro storia e i loro problemi, diventando così finalmente protagoniste.
Lobiettivo della campagna è quello di ridare dignità a un lavoro considerato svilente spiega Massimo Frattini international officer hrt coordinator di IUF-UITA. I problemi di salute legati al tipo di lavoro, tra laltro, possono essere diversi: sollevare materassi, utilizzare prodotti chimici, spingere carrelli. Per non parlare, poi, dei tanti casi di molestie sessuali.
Senza dimenticare che si tratta di unattività su turni (fine settimana compreso) e con forti picchi legati alla stagionalità. II tutto per uno stipendio che, per un dipendente, si attesta, secondo quanto stabilito dal Contratto Collettivo Nazionale Collettivo per gli alberghi, poco sopra ai 1.000 euro.
Tuttavia oggi molte strutture delegano la gestione delle pulizie a imprese esterne. In Italia stiamo assistendo da anni al fenomeno dellesternalizzazione dei servizi alberghieri, che vengono affidati a cooperative – racconta Cristian Sesena, segretario nazionale della Filcams Cgil (federazione italiana lavoratori commercio, turismo e servizi) – Il rischio è il cambiamento delle condizioni di lavoro: contratti sempre più precari, orari non stabiliti e la possibilità di assegnare le lavoratrici ed i lavoratori ogni giorno a strutture diverse.
Addirittura, in alcuni casi, si è passati dalla paga oraria alla paga a camera. Un sistema a cottimo che rischia di impattare negativamente sia sulla qualità del servizio erogato sia sulle condizioni complessive della lavoratrice.