«Le anzianità non si toccano»

28/11/2001

Il Sole 24 ORE.com



    Il Governo rassicura i sindacati – Inpdap: allarme sugli assegni degli statali

    «Le anzianità non si toccano»
    Marco Rogari
    ROMA – Sulle pensioni di anzianità «non credo che sia necessario» intervenire. Il ministro Roberto Maroni ribadisce che i trattamenti anticipati non sono nel mirino del Governo. Che punta invece a far decollare la previdenza integrativa, utilizzando il Tfr ma con «adeguate compensazioni» per le imprese finalizzate a ridurre il cuneo contributivo e ad agevolare l’accesso al credito. Maroni, comunque, non nega la necessità di misure strutturali per rendere sostenibile nei prossimi anni il sistema previdenziale. E si augura che sulla previdenza possa ripartire il confronto con i sindacati. Il prossimo incontro dovrebbe esserci la prossima settimana, «anche se ancora non so il giorno» ha detto il ministro alla presentazione del rapporto sullo Stato sociale curato dall’Inpdap, dal quale emerge che nel 2000 la spesa per il Welfare è leggermente calata rispetto al ’99. Il presidente dell’Istituto, Rocco Familiari, secondo cui va utilizzato maggiormente lo strumento della flessibilità di scelta al momento del pensionamento, ha anche lanciato un nuovo allarme sulle pensioni degli "statali": tra qualche anno i dipendenti pubblici "attivi" potrebbero essere troppo pochi rispetto ai pensionati. La prossima settimana nuovo round con i sindacati.
    «Sono pronto a formalizzare la proposta del Governo sulle pensioni e lo farò la prossima settimana con i sindacati»: così ieri mattina Maroni, che quindi ha deciso di posticipare di una settimana l’incontro con Cgil, Cisl e Uil che sembrava dovesse essere in calendario per oggi. Il ministro spera in una ripresa di un costruttivo confronto sulla previdenza. Ieri, quasi per rassicurare i sindacati, Maroni ha ripetuto che non saranno toccate le "anzianità", anche se ha aggiunto che è necessario «intervenire in profondità con riforme strutturali» su lavoro, fisco e pensioni per ragioni di competitività. E ha aggiunto che comunque la riforma previdenziale, che dovrà essere imperniata sul decollo della pensioni integrative con l’uso del Tfr, non è legata a motivi di cassa.
    Brambilla: la cartolarizzazione del Tfr è complicata.
    In un convegno della "Bocconi" a Milano il sottosegretario Alberto Brambilla ha detto che l’utilizzo della cartolarizzazione per lo smobilizzo del Tfr è complicato. E, dopo aver confermato che sarà progressivamente abolito il divieto di cumulo, ha aggiunto che un vincolo posto dalla Ue alla spesa pensionistica (ad esempio un tetto massimo sulle uscite complessive) potrebbe aiutare il Governo a procedere con la riforma previdenziale.
    Familiari: «sì» a flessibilità di pensionamento.
    Per il presidente dell’Inpdap è giusto utilizzare maggiormente la flessibilità del pensionamento ed è possibile ridurre le aliquote previdenziali a patto che scatti «una contestuale estensione dei fondi pensione a capitalizzazione». Familiari ha poi rilanciato l’allarme sulle pensioni degli "statali".
    Rapporto Inpdap: l’Italia in linea con la Ue.
    Dal dossier dell’Inpdap emerge che l’importo delle pensioni scende con il propagarsi del lavoro flessibile e che la spesa per il Welfare, e in particolare per pensioni, è, se depurata del carico fiscale (nel 2002 il 2% del Pil), in linea con quella della Ue: nel ’98 le uscite per il Welfare in Europa hanno toccato il 27,7% del Pil mentre in Italia non hanno superato il 25,2% del Pil.
    Mercoledí 28 Novembre 2001
 
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