Le agenzie private battono il collocamento

07/06/2002




              Le agenzie private battono il collocamento
              ROMA – La sfida occupazionale e il raggiungimento degli obiettivi di Lisbona si gioca sul terreno delle politiche attive, strumenti indispensabili soprattutto per il reimpiego delle persone meno giovani. Nel 2001 i soggetti coinvolti da misure di politiche attive risulta in crescita (+5,7 punti percentuali) rispetto al 2000. Il miglioramento dipende anche dalla buona performance occupazionale, che ha visto diminuire rispetto agli anni precedenti le persone in cerca di lavoro, e ancor più coloro che, tra queste, sono iscritte presso i servizi pubblici per l’impiego. Sono aumentati nel 2001 anche i lavoratori inoccupati coinvolti da misure di formazione (da 203mila a 241mila), che nell’anno precedente avevano subito uno stop dovuto al passaggio da un periodo di programmazione all’altro del Fondo Sociale e un notevole incremento hanno anche subito i soggetti coinvolti da misure di istruzione per adulti inoccupati (da 132mila a 206mila). In via di realizzazione la riforma del collocamento, una partita vinta nettamente dai privati con un rotondo 18 a 1. Nei primi sei mesi del 2001, infatti, le offerte di lavoro provenienti dalle agenzie di collocamento privato sono state 546mila – delle quali 425mila rivolte a lavoratori non iscritti al collocamento – contro le appena 31mila procurate dagli uffici pubblici. Le occasioni procurate dal collocamento pubblico mostrano anche un segno negativo: dopo la crescita registrata nel 2000 con 65mila offerte in sei mesi, infatti, le proposte si sono dimezzate nel 2001. La maggior parte dei posti di lavoro segnalati dalle agenzie private sono concentrati nel Centro-Nord: 402mila offerte d’impiego ai non iscritti al collocamento, 86mila per gli iscritti. Al Sud le agenzie private nei primi sei mesi del 2001 hanno offerto solo 58mila posti di lavoro (10mila dal collocamento pubblico). La riforma dei servizi pubblici per l’impiego ha ottenuto risultati positivi, anche se con una ineguale distribuzione territoriale e tenuto conto anche che le risorse si sono rese disponibili solo gradualmente. In termini pratici, però l’efficacia dei servizi per l’impiego è ancora scarsa. Per questo, come indicato nel disegno di legge delega, il Governo vuole porre rimedio dando ancora più spazio agli operatori privati. In calo invece i soggetti inseriti al lavoro con contratti a causa mista e i lavoratori socialmente utili, che negli ultimi anni avevano accentuato la propria connotazione assistenziale a danno di quella formativa.

              Venerdí 07 Giugno 2002