Le agenzie interinali pronte a espandersi

17/04/2002




Le agenzie interinali pronte a espandersi
MILANO – I privati sono ai nastri di partenza per affiancare il pubblico nel nuovo collocamento. Dalle multinazionali alle società italiane, le aziende di lavoro interinale – che di fatto già svolgono il ruolo di collocatori privati – rispondono in coro che non intendono però sostituire lo Stato in questo ruolo, quanto piuttosto offrire competenze e strutture territoriali affinché i due sistemi, pubblico e privato, coesistendo si integrino a vicenda a tutto vantaggio dei lavoratori. «Si tratta di una apertura attesa e della legittimazione di un ruolo svolto da tempo» chiarisce Carlo Scatturin, direttore generale di Adecco. «La riforma è comunque importante perchè – continua Scatturin – aumentano le occasioni per chi è in cerca di un’occupazione». Pubblico e privato insieme per una joint venture vincente. È il pensiero di Maura Nobili, presidente di Manpower: «Lo Stato ha adesso l’occasione giusta per stringere un’alleanza con soggetti competenti in materia di lavoro e diffusi sul territorio». Tra le società che attendono solo il via libera definitivo c’è Obiettivo Lavoro: «Il consiglio di amministrazione – dice il presidente Mauro Gori – ha già deliberato la costituzione di una società dedicata per entrare nel settore del collocamento privato». Dal secondo semestre sarà operativa in Worknet una divisione ad hoc che si occuperà di collocamento e outplacement, ma il direttore generale Giuseppe Campelli pone l’attenzione sul ruolo che lo Stato deve conservare in quest’attività: «La responsabilità politica della funzione collocamento, così come i suoi obiettivi principali, devono rimanere di natura pubblica, mentre i privati rappresentano lo strumento per rendere più efficiente un sistema che finora ha fallito». Anche Franco Panzironi, direttore generale di Lavoro Temporaneo, è pronto a recepire la novità: «La nostra società – spiega – è stata impostata fin dall’inizio per occuparsi di interinale, collocamento e outsourcing, ma finora non è stato possibile per il vincolo imposto dall’esclusività dell’oggetto sociale. Ora il pubblico – dice Panzironi – si può concentrare sulla realizzazione del Sil (il sistema informatico) e lasciare l’incrocio tra domanda e offerta ai 2.500 sportelli delle società interinali». Tra le prime società di lavoro in affitto a porsi come gruppo polifunzionale c’è Quanta, che ha già da tempo affiancato al business del lavoro temporaneo quello del collocamento privato. «Quando la riforma sarà completata – dice il vicepresidente di Quanta, Enzo Mattina – la società del nostro gruppo che si occupa di collocamento verrà incorporata e creata una divisione specializzata». Punta su divisioni interne specializzate anche Randstat che vede nel settore del recruitment and selection l’area più congeniale di espansione. «È un ruolo – dice il responsabile marketing Valentina Pavan – che in parte già svolgiamo, ma che potenzieremo con la creazione di attività mirate per offrire al cliente un servizio a 360 gradi». Se lo scenario è indubbiamente positivo per le società di lavoro interinale che vedono con la riforma un’estensione della propria attività, non manca chi, oltre alle nuove opportunità intravvede anche alcuni pericoli. «Esprimo un pieno consenso al superamento dell’esclusività dell’oggetto sociale – dice Mattina -, ma considero anche improponibile l’ipotesi di accesso all’attività di intermediazione del lavoro alle associazioni senza fini di lucro e agli enti bilaterali», mentre a preoccupare Gori è soprattutto l’estensione al ricorso di altre forme contrattuali «come il contratto a termine e lo staff leasing». Sul fronte delle società private autorizzate all’intermediazione di manodopera c’è consenso per una riforma che punta a migliorare il funzionamento del mercato del lavoro, ma il presidente di Ascop (l’associazione di categoria), Piergiorgio Valbonetti parla di progetto incompleto: «Ben venga tutto ciò che migliora le opportunità di chi è in cerca di lavoro, ma non si sono ancora affrontati temi fondamentali come la formazione programmata sulle reali esigenze del mercato e una politica salariale differenziata in base alle diverse aree del Paese, unico reale incentivo alla mobilità dei lavoratori. È inoltre assolutamente urgente – conclude Valbonetti – la realizzazione del sistema informatizzato che colleghi in una unica rete tutti i soggetti coinvolti nel mercato del lavoro». Vandalismi contro le agenzie interinali. Intanto ieri, nel corso delle manifestazioni per lo sciopero generale, si sono registrati assalti e atti di vandalismo contro alcune agenzie di lavoro interinale. A Milano un gruppo di 15 persone ha fatto irruzione nella sede di via Lario di Italia Lavora e ha versato letame sui computer e sulle scrivanie dei dipendenti. A Firenze 200 autonomi, che in mattinata avevano partecipato alla manifestazione dei Cobas, hanno cambiato l’insegna di Manpower in via Cavour con «Mani povere». In altre città, come Bologna e Trieste, le porte delle agenzie interinali sono state sigillate con il silicone.
Luca Vitale

Mercoledí 17 Aprile 2002