L’azienda assume e la Regione aiuta. Un po’ di welfare a chi è senza

15/12/2009

La Regione Liguria ha varato un piano straordinario per sostenere l’occupazione e contrastare la crisi avvalendosi di due ricette: dare gli ammortizzatori in regola a chi non viene coperto per legge (ad esempio quelli che lavorano nelle piccole imprese) e rilanciare formazione e assunzioni pagando le imprese che assumono. Il tesoretto regionale con fondi europei, regionali e nazionali vale 122 milioni di euro e tenta di convincere le aziende a prendere in prova per massimo 10 mesi e poi assumere a tempo indeterminato e pieno lavoratori disabili, cassintegrati, disoccupati e mai occupati. Oggi più uomini che donne. «Con una legge regionale del giugno scorso abbiamo lanciato la cassa in deroga per coprire i buchi del welfare
nazionale – spiega Burlando – aiutando 385 realtà in 11 mesi, vale a dire 6mila lavoratori per 24 milioni di euro erogati. Ora mettiamo a disposizione risorse per fornire protezione sociale a chi non l’ha. Il 20 per cento degli interventi è riservato a chi ha più di 45 anni e il 50 per cento alle donne. È un’iniziativa rivolta ai lavoratori e anche alle imprese che tenta di stimolare le aziende ad assumere». L’assessore regionale al lavoro Enrico Vesco, tra gli artefici del progetto, pensa che potranno essere aiutati tra i 5 e i 10 mila lavoratori. Il meccanismo e’ semplice: a partire dal 16 dicembre il lavoratore e l’impresa interessata ad assumere
prenotano un incontro al Centro per l’impiego provinciale (quello di Genova ora ha anche un numero verde 800-363622). Quindi seguiranno i colloqui. Il criterio di ammissione per il lavoratore è che sia subordinato a tempo indeterminato ammesso ai trattamenti di cassa integrazione senza possibilità di rientro in azienda, oppure licenziato in mobilità indennizzata o disoccupato, compresi quelli in mobilità non indennizzata che abbiano avuto un rapporto di lavoro (determinato, indeterminato, precario) per almeno 2 anni nell’ultimo triennio. Per il periodo di prova di massimo 10 mesi definito work esperience, il lavoratore prende 300 euro e l’azienda 250. Quindi le imprese che assumo o hanno già assunto dal 1 novembre scorso riceveranno tra i 5 mila e 12mila euro a lavoratore a seconda dei casi: di più per inserire diversamente abili o anziani rimasti senza lavoro, meno per un giovane. Il contributo aumenta se c’è un accordo sindacale, passando ad esempio per un ultra 45enne da 9 mila euro senza accordo a 10mila con accordo. La Cgil guarda di buon occhio la misura, «pensiamo che nelle more di iniziative nazionali, questa messa in piedi dalla Regione Liguria sia molto importante
per rilanciare l’occupazione», commenta il segretario regionale Cgil, Renzo Miroglio. Il 16 dicembre si prevede dunque la ressa agli sportelli: «chi è veramente interessato andrà nei primi due o tre giorni e poi si esauriranno i fondi – dice Vesco – anche se per le imprese aspetteremo almeno sino a primavera». In Liguria il mercato del lavoro ha retto sino al 2008, poi la crisi s’è fatta sentire con un calo dell’occupazione maschile. Lo dice un’analisi dell’osservatorio mercato del lavoro dell’Agenzia Liguria lavoro. Nell’ultimo trimestre 2009 si sono persi 19 mila posti di lavoro (- 2,9 per cento), a fronte di disoccupati a quota 35 mila, ma aumentano del 9,1 per cento coloro che secondo la classificazione Istat non cercano più lavoro perché hanno perso ogni speranza, il 10,6 per cento è donna. Per la prima volta diminuiscono
i posti di lavoro nel terziario e tracollano i servizi dove si registrano 12 mila posti in meno. Nell’industria ci sono 2mila occupati in meno, con un – 3,8 per cento nell’edilizia, dove da 52 mila lavoratori del secondo trimestre 2008 si è passati ai 50 mila del secondo trimestre 2009