Lavoro, ultimatum di Pezzotta

13/05/2002


 
Pagina 29 – Economia
 
Il segretario Cisl preme sul governo. Confindustria vuole chiarezza sulla delega fiscale
 
Lavoro, ultimatum di Pezzotta
 
"Al tavolo prima delle elezioni". Cofferati:"Niente trucchi"
 
 
 
 
VITTORIA SIVO

ROMA – La convocazione del governo tarda ad arrivare e dai sindacati, Cisl in particolare, giungono segni di impazienza. Il timore di Savino Pezzotta è che palazzo Chigi intenda tergiversare fino a dopo le elezioni amministrative per far ripartire il dialogo con imprese e sindacati sulla riforma del mercato del lavoro e degli ammortizzatori sociali. «Il governo ha il dovere di convocarci in tempi brevi, il confronto non può essere condizionato dal periodo elettorale», ha detto ieri il segretario generale della Cisl, invitando l´esecutivo a «dire con chiarezza quello che vuole fare» rispetto alle dichiarazioni «contrastanti» di questi giorni.
Non è un mistero che nella pausa di riflessione di queste settimane il governo sta studiando una serie di soluzioni che rendano il dialogo praticabile. Ma contro le varie ipotesi il leader della Cgil Sergio Cofferati ha già messo le mani avanti: «Qualsiasi riferimento legislativo all´art.18 deve sparire. Che le intenzioni negative del governo stiano nella delega o in un disegno di legge, per noi non cambia nulla. L´uno e l´altro sono inaccettabili», ha dichiarato riproponendo come condizione indispensabile per avviare «qualsiasi trattativa» la sparizione di ogni riferimento all´art.18. Indisponibilità della Cgil anche alle proposte del governo sull´arbitrato. Cofferati accusa il presidente di Confindustria Antonio D´Amato di puntare da sempre a dividere i sindacati, una linea che però non sarebbe condivisa da altri industriali. Il segretario generale della Cgil ha poi ironizzato sul fatto che in sede di Comitato scientifico di Confindustria si sarebbe discusso di come rendere più fedeli alle aziende i dipendenti, al punto che qualcuno avrebbe proposto di «istituire la giusta causa nelle dimissioni».
Per la Confindustria, come sottolinea il direttore generale Stefano Parisi, il problema non è il quando essere convocati dal governo, prima o dopo le elezioni, ma che il confronto si avvii con vera «disponibilità al dialogo». Semmai l´impazienza degli industriali si avverte più sul fronte della riforma fiscale. Michele Perini presidente di Assolombarda chiede chiarezza al governo, giudicando incomprensibile l´attuale indecisione sulla delega: occorre sapere se la tassazione media sarà portata vicina ai livelli Ocse, quindi al 33%, se l´Irap verrà abolita e, se sì, con cosa verrà sostituita, nonché quale strumento alternativo rimpiazzerebbe la dual income tax.