“Lavoro” Turci: «Basta con i veti»

29/05/2006
    luned� 29 maggio 2006

    Turci: �Basta con i veti, ora Epifani
    non pu� pi� rispondere soltanto no�

      ROMA – �Il tempo dei veti per la Cgil � finito. C’� stato, ma � finito: non se lo pu� pi� permettere�. Per il deputato ex diessino Lanfranco Turci, approdato nelle file della Rosa nel Pugno, il sindacato di Guglielmo Epifani � nell’angolo: �Non credo che si assumer� mai l’onere di dare una spallata a un governo che nasce gi� cos� debole�.

      Onorevole Turci, la Cgil sar� �una forza invisibile della maggioranza� come paventa �Il Sole-24 Ore?

        �In passato lo � stato: a D’Alema fu impedito di affrontare i temi del mercato del lavoro. Si trov� davanti un Cofferati che non era neppure quello che sarebbe diventato dopo, ai tempi della manifestazione sull’articolo 18�.

        E adesso?

          �Quella che � nata � una maggioranza ristretta: se da una parte pone dei limiti alle forze riformiste come la Rosa nel Pugno, dall’altra fa altrettanto con l’ala massimalista. Nessuno pu� tirare la corda se si vuole governare�.

          Quindi il governo pu� tirare dritto per la sua strada, forte della sua debolezza?

            �Se fossi in Prodi, senza voler fare a tutti i costi l’"ammazzasette", metterei un po’ alla prova certi proclami altisonanti, come quello del ministro Bianchi che va in giro dicendo di amare Castro. Andrei avanti con nettezza per far capire che non c’� spazio per massimalismi�.

            Perch� perdere un potenziale alleato come la Cgil quando dall’altra parte la Confindustria ha appena rivendicato con forza la propria autonomia?

              �Certo, Prodi potrebbe dire: "Al diavolo Confindustria, appoggio la Cgil". Ma non si pu� fare politica contro le imprese�.

              Mentre contro la Cgil…

                �Si pu� discutere ma senza fare megatavoli che non finiscono pi�. La concertazione va scarnificata al massimo. E i temi devono essere affrontati uno a uno�.

                Baster� per dialogare? In altri tempi Epifani non ha esitato a abbandonare tavoli che apparivano pi� promettenti.

                  �Un conto per Epifani era fare la guerra al centrodestra. Un conto � farla a Prodi. Non credo che la Cgil oggi possa pensare d’imporsi senza mediare. Ci sono differenze significative sui contratti con le altre sigle. Ci sono esigenze di altre categorie produttive cui dare ascolto�.

                  Anche la Cgil ha le sue: ad esempio non vuole la liberalizzazione dei servizi imposta dalla direttiva Bolkestein.

                    �Certo, ma il governo potrebbe aprire sulla liberalizzazione delle professioni per dimostrare che non ci sono intenti punitivi solo di una parte�.

                    In questo governo il ministro del Lavoro � Cesare Damiano, un ex esponente della Cgil. Che posizione avr�?

                      �Faccio fatica a immaginare un Damiano succube del sindacato. Intanto viene dalla componente riformista della Fiom che ha subito gli estremismi di Rinaldini. No, non credo proprio che Damiano star� tutto il tempo al telefono con la Cgil�.

                        A. Bac.