“Lavoro, tre anni senza statuto”

10/05/2001

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"Lavoro, tre anni senza statuto"
Proposta Uil per il Sud.
Il governo vara il piano-occupazione
Il segretario generale Angeletti rilancia l’idea per facilitare la creazione di nuovi posti. Salvi: il Mezzogiorno traina la ripresa


Roma – L’obiettivo è rivoluzionare il sistema contrattuale, perché a suo giudizio non garantisce il maggior numero di lavoratori e non facilita la crescita dell’occupazione. Dopo aver proposto di accentuare il peso della contrattazione di secondo livello, inaugurando anche un taglio territoriale (gli integrativi aziendali consentono di raggiungere soltanto il 40 per cento dei lavoratori), il laeder della Uil, Luigi Angeletti, rilancia – nell’ambito del nuovo «Rapporto di Primavera» curato dalla Euroitalia – la proposta di sospensione per tre anni delle tutele dello Statuto dei Lavoratori per quelle aziende del Mezzogiorno con meno di 15 dipendenti che – grazie a nuove assunzioni – superano la soglia dimensionale oltre la quale scatta la copertura dello Statuto stesso.
Consapevole dell’opposizione che opporrà la Cgil, Angeletti si affretta a sottolineare che si tratta di «una sospensione limitata nel tempo, necessaria a favorire la crescita dell’azienda» e a incidere in modo più efficace sul problema dell’occupazione nel Meridione. Il leader della Uil ricorda anche che comunque «già oggi è possibile, utilizzando gli strumenti esistenti, giungere ad accordi che prevedano una riduzione del costo del lavoro fino al 30 per cento a favore delle imprese che investono e creano nuova occupazione». Questo «grazie ad una sempre maggiore flessibilità per l’accesso al lavoro, frutto di un’adeguata legislazione e di accordi tra le parti sociali».
Il nuovo sistema di incentivi predisposti con la Finanziaria a favore dell’occupazione per il Sud, a partire dal credito d’imposta di 800mila lire mensili per ogni lavoratore assunto a tempo indeterminato, è ampiamente sottolineato nel piano per l’occupazione per il 2001 varato ieri dal consiglio dei ministri e che sarà trasmesso nei prossimi giorni alla Commissione europea. «Nel 2000 – dice una nota del ministero del Lavoro – l’occupazione ha registrato in Italia un risultato molto positivo. La crescita dell’occupazione, già avviata negli ultimi anni Novanta, ha avuto una notevole accelerazione con un aumento del 3,2 per cento, pari a 656mila nuovi posti di lavoro.
Il ministero del Lavoro sottolinea che «questo risultato riflette il consistente aumento del Pil, vicino al 3 per cento», ma che «l’elevata intensità occupazionale della crescita è anche il risultato delle riforme del mercato del lavoro negli ultimi anni su parttime, lavoro temporaneo, apprendistato e degli interventi fiscali che hanno ridotto i costi indiretti del lavoro». Il Lavoro segnala, infine, l’aumento più consistente dell’occupazione femminile e, in particolare, la crescita proporzionalmente più forte nel Mezzogiorno, con primi segni di emersione del lavoro sommerso».
(r.d.g.)