Lavoro, svolta federalista

21/09/2001

Il Sole 24 ORE.com





    Presentato a Maroni il Libro bianco che contiene le linee guida per la legislatura

    Lavoro, svolta federalista
    Nuove regole anti-sciopero con il ricorso al referendum prima di un’agitazione
    Lina Palmerini
    ROMA – Federalismo, rafforzamento della legge sugli scioperi nei servizi pubblici prevedendo il referendum consultivo obbligatorio tra i lavoratori, partecipazione e democrazia economica anche in vista delle direttive Ue su società europea e diritti di informazione e consultazione, maggiori dosi di flessibilità per alcune tipologie contrattuali, lavoro a progetto. Sono questi alcuni dei temi affrontati dal Libro bianco, il documento che riassume il programma di legislatura del Governo sul lavoro, che è stato ieri ufficialmente presentato da Roberto Maroni, titolare del Welfare. «Sono molto soddisfatto – ha detto il ministro – si tratta di un documento importante e innovativo, che disegna una grande riforma del mercato del lavoro». Il documento, coordinato dal sottosegretario Maurizio Sacconi (a cui hanno partecipato, Marco Biagi – che ha anche la responsabilità tecnica sui testi – Paolo Sestito, Carlo Dell’Aringa, Paolo Reboani, Natale Forlani), non ha ancora avuto l’imprimatur politico: lo stesso Maroni ha annunciato che nei prossimi giorni sottoporrà il Libro all’esame del premier Berlusconi e dei ministri di maggioranza per poi presentarlo alle parti sociali dopo la Finanziaria, probabilmente il 3 ottobre. La «grande riforma» di cui parla Maroni è in prima battuta quella federalista. Ad aprire un ampio varco alle Regioni è il nuovo articolo 117 della Costituzione che dà loro potestà legislativa in materia di tutela e sicurezza del lavoro. Questo spazio potrebbe essere interpretato in senso ampio da alcuni governi regionali che potrebbero ritagliarsi un assetto legislativo e quindi un mercato del lavoro completamente svincolato dal "centro". Con il Libro bianco si pone, infatti, il problema di un coordinamento tra Governo e Regioni per definire un’intesa quadro e stabilire competenze reciproche evitando il caos. Il federalismo resta un principio saldo, una linea-guida, e l’obiettivo è di dare possibilità a ciascuna Regione di caratterizzare il proprio mercato del lavoro sulla base delle esigenze territoriali ma in una cornice normativa chiara. Per questa ragione si aprirà, per la prima volta, anche un confronto istituzionale con le Regioni oltre che con le parti sociali. Nel Libro bianco si fa cenno all’esigenza di ridisegnare tutta la legislazione sul lavoro, scrivendo un nuovo Statuto dei lavori, come sbocco obbligato dell’impostazione federalista. Non si tratta quindi di un attacco mirato allo Statuto dei lavoratori, ma una rivisitazione e in alcuni casi semplice riscrittura ma aggiornata e calibrata sui nuovi criteri di autonomia. In ballo entreranno anche tutele e diritti dei lavoratori ma l’approdo è sul lungo periodo, un traguardo di legislatura non immediato. L’articolo 18 è citato ma non stressato: in un passaggio si dice che obiettivo del Governo è di incrementare i contratti a tempo indeterminato ma si chiede alle parti di indicare gli ostacoli normativi che possono impedirne una maggiore diffusione. Si sollecita un confronto, quindi, ma senza indicare ricette. Nel Libro bianco si suggerisce anche una stretta rispetto all’attuale disciplina sugli scioperi nei servizi pubblici essenziali. Quello che si ipotizza è rendere obbligatorio il referendum consultivo tra i lavoratori prima di indire un’agitazione ma anche un rafforzamento del ruolo della Commissione di Garanzia. La partecipazione è un altro grande tema ma dal Libro bianco arriva solo un invito alle parti ad avviare un confronto visto che l’8 ottobre il Consiglio europeo adotterà due direttive, quella sulle società europee e quella sui diritti di informazione e consultazione. Non manca un capitolo per segnare la fine della concertazione e la nascita del dialogo sociale: verifiche mirate, senza enfasi politiche, segnate da tempi precisi e su singoli argomenti. Un dialogo asciutto, a più riprese, senza il vincolo dell’unanimità.
    Venerdí 21 Settembre 2001
 
   
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