Lavoro, stretta finale

05/07/2002


 
VENERDÌ, 05 LUGLIO 2002
 
Pagina 4 – Economia
 
ECONOMIA E POLITICA
 
Lavoro, stretta finale
nella notte verso l´accordo senza la Cgil
 
Cambia l´art.18, stanziati 6 miliardi per ridurre l´Irpef
 
 
 
Gli impegni: più fondi al Sud, meno tasse sui redditi bassi.
Irpeg: 2 punti in meno
Maratona governo-parti sociali. Presentata la bozza del "Patto per l´Italia"
Per tre anni, i lavoratori delle imprese che assumono superando i 15 dipendenti potranno essere licenziati anche senza giusta causa
 
RICCARDO DE GENNARO

ROMA – Stretta finale nella notte, come da copione, al tavolo unificato con governo e parti sociali su lavoro, fisco e Mezzogiorno, che dovrebbe sfociare oggi nell´«accordo separato». Nel primo pomeriggio di ieri il governo ha sottoposto alle parti sociali il testo del «Patto per l´Italia – Contratto per il lavoro», una bozza di 16 pagine, allegati compresi, che recepisce i contenuti del Libro Bianco, conferma la deroga all´articolo 18 per le imprese che, assumendo, superano i 15 dipendenti, prevede i primi tagli fiscali per i lavoratori e le imprese, stabilisce interventi a favore del Mezzogiorno.
Il documento, tuttavia, non rispettava le condizioni che Cisl e Uil avevano dettato nei giorni scorsi per una chiusura positiva del negoziato: in particolare, il rientro «automatico» dalla deroga all´art.18 dopo i tre anni di sperimentazione; maggiori garanzie per i lavoratori in caso di cessione di ramo d´azienda; priorità di destinazione dei tagli fiscali ai redditi compresi tra 20 e 60 milioni di vecchie lire. Era, questa, una «scelta» concordata tra governo e Cisl-Uil per poi chiudere nella notte o, al limite, nella mattinata di oggi con le ultime concessioni? Difficile dirlo, sta di fatto che, raccolti gli emendamenti, alle 20.30 i rappresentanti del governo hanno sospeso l´incontro, dando appuntamento alle parti tre ore dopo per dare modo ai «tecnici» di ritoccare la proposta di «Patto», che ora vediamo più nel dettaglio.
Fisco. Il governo si impegna a ricavare, nell´ambito della manovra finanziaria per il 2003, 5-6 miliardi di euro per l´avvio della riforma dell´Irpef – a partire dalle fasce di reddito medio-basse – le risorse per la riduzione di almeno due punti dell´Irpeg e le disponibilità finanziarie per i primi interventi sull´Irap.
Lavoro. È confermata la sospensione dell´art.18 per tre anni a favore delle imprese che, assumendo, superano i 15 dipendenti. Una verifica con le parti sociali dell´efficacia del provvedimento è fissata 24 mesi dopo la sua entrata in vigore. In relazione al rischio di elusione della norma attraverso la possibilità di conferimento di ramo d´azienda anche non funzionalmente indipendente, il governo si limita a collegare «l´eliminazione del requisito dell´autonomia funzionale del ramo d´azienda preesistente al trasferimento» ai «vincoli e alle tutele in materia che derivano dalla normativa comunitaria».
Ammortizzatori. Il «Patto per l´Italia» contiene anche la questione degli ammortizzatori sociali, ai quali intende destinare 700 milioni di euro all´anno. L´indennità di disoccupazione salirà al 60 per cento dell´ultima retribuzione nei primi sei mesi per poi passare al 40 e al 30% nel semestre successivo. La durata massima dei trattamenti di disoccupazione non potrà superare i 24 mesi nel quinquennio (30 al Sud). È confermata anche la privatizzazione dei servizi al mercato del lavoro (incontro domanda-offerta, selezione, formazione, ricollocazione, lavoro in affitto).
Mezzogiorno. Nel «patto» con le parti sociali il governo prevede l´aumento della quota media di spesa in conto capitale per il Mezzogiorno fino al 45 per cento del totale della spesa 2002-2008; risorse ordinarie per investimenti non inferiori al 30 per cento del totale della spesa del settore pubblico (Fs e Anas incluse); un programma pluriennale per l´attrazione degli investimenti nel Mezzogiorno da affidare a Sviluppo Italia.
Inflazione. Dal «Patto» manca l´elemento cardine di quella politica dei redditi che il governo conferma tra i suoi obiettivi: il tasso d´inflazione programmata. I sindacati che, in base a questo dato, dovranno costruire le piattaforme per i rinnovi contrattuali della prossima stagione, chiedevano più certezze (nel Dpef si parla di un´inflazione programmata con una forbice tra l´1,3 e l´1,8 per cento). La garanzia di un tetto alto, vicino a quella che sarà presumibilmente l´inflazione reale, sarebbe stato di maggiore conforto per la salvaguardia del potere d´acquisto dei lavoratori, dunque un punto in più da spendere con la base in occasione della firma del «patto».
Nuovi tavoli. Entro l´anno il governo aprirà un confronto con le parti sociali ai fini della definizione di uno Statuto dei lavori e della riforma del processo del lavoro.