Lavoro, strage senza fine: anche quest’anno quasi 1.400 morti

14/12/2004

    martedì 14 dicembre 2004

      Pagina 12 – economia e lavoro

        Secondo i dati Inail gli infortuni, nel 2004, sono in leggero calo (meno 1,6%), ma in fabbrica e nei cantieri si continua a pagare un prezzo troppo alto
        Lavoro, strage senza fine: anche quest’anno quasi 1.400 morti

          MILANO Meno 1,6 per cento rispetto a un anno fa. Gli infortuni sul lavoro continuano a calare, anche se ancora troppo lentamente. Secondo le previsioni dell’Inail, sulla base dei dati aggiornati al 22 novembre gli incidenti, a fine anno, dovrebbero essere 937.160. Rispetto al 2003, un calo dell’1,6 per cento. Mentre i casi mortali dovrebbero essere circa 1.390, rispetto ai 1.418 segnalati nel 2003 un calo del 2 per cento.

            I dati sono stati presentati ieri nel corso di una conferenza stampa con l’intento di fare chiarezza sulla sicurezza sul lavoro nel nostro Paese. Secondo l’Inail, per quanto il prezzo pagato sul fronte degli incidenti sul lavoro sia ancora «troppo alto», il dato italiano è in linea con quello europeo: 3,1 morti ogni 100mila occupati. Oltre al costo umano, gli infortuni sul lavoro hanno un costo sociale elevatissimo. Nel 2003 è stato calcolato in 28 miliardi di euro, 5,5 miliardi dei quali per le prestazioni erogate ai lavoratori che hanno subito incidenti. Un dato che si aggiunge a quello legato alle giornate perse, che sempre l’anno scorso sono state oltre 17,7 milioni.

              Per il direttore generale dell’Inail, Maurizio Castro, nonostante il miglioramento rispetto all’anno scorso, l’Italia è comunque ancora in una situazione di «intollerabile mediocrità». Se infatti aumenta l’attenzione per la sicurezza delle persone (e la sensibilità sociale per il fenomeno degli incidenti), la tutela contro gli infortuni deve diventare un impegno complessivo. A fronte di quasi un milione di incidenti sul lavoro e circa 1.400 morti bianche (di cui oltre 300 in itinere), ci sono infatti oltre quattro milioni di infortuni in casa e circa 8mila morti l’anno per incidenti avvenuti tra le mura domestiche. «Questa società – ha detto Castro – tende ad essere molto spaventata ma poco attenta e sicura».

                L’Inail sottolinea che il calo degli infortuni che dovrebbe registrarsi nel 2004 è il terzo consecutivo dopo il boom registrato nel 2001, quando gli incidenti furono oltre un milione e i casi mortali 1.531. Il settore più a rischio di incidenti mortali resta quello delle costruzioni (nel 2003 gli infortuni furono 105.338 e i morti 331 morti), con una sostanziale stabilità rispetto all’anno scorso, anche a fronte di un aumento dell’occupazione nel settore, secondo i dati Istat, di circa il 3,5 per cento.

                  Se si considerano le previsioni per tutti i settori, su base territoriale, il calo degli infortuni più rilevante si dovrebbe registrare al Centro (183.439 incidenti, meno 2,3 per cento), seguito dal Nord Ovest (267.737 incidenti, meno 1,9) e dal Sud (122.535, meno 1,6). Nel Nord Est gli infortuni quest’anno dovrebbero essere 313.407 (meno 1,2 per cento). In controtendenza le Isole, dove l’Inail si attende un aumento degli incidenti sul lavoro complessivi: 50.042 e un incremento dello 0,8 per cento.