Lavoro, sinistra ancora divisa il “correntone” con Verdi e Prc

28/06/2002


VENERDÌ, 28 GIUGNO 2002
 
Pagina 21 – Interni
 
IL CASO
 
Un progetto di legge sui diritti alternativo alla "carta" già presentata da Amato e Treu
 
Lavoro, sinistra ancora divisa il "correntone" con Verdi e Prc
 
 
 
Berlinguer appoggia l´iniziativa: "Sono per la fecondazione tra ipotesi diverse"
 

ROMA – Fassino e Rutelli trovano un punto di equilibrio sull´articolo 18 guardando alla carta dei diritti firmata da Amato e Treu? Subito una parte dell´Ulivo prende le distanze, contesta anche questo progetto o meglio si prepara a presentarne uno alternativo. Due "carte dei diritti", due identità diverse sul lavoro: il nodo del centrosinistra viene ancora al pettine. Verdi, "correntone" dei Ds e Rifondazione hanno elaborato un progetto di legge che supera il testo preparato dall´ex premier e dall´ex ministro del Lavoro ulivisti e che negli ultimi giorni, con lo scontro su Cofferati all´apice, è diventato la base di un patto di ferro tra Quercia e Margherita. «Rovesciamo la logica dell´Amato-Treu», dice Alfonso Gianni, braccio destro di Fausto Bertinotti. Giovanni Berlinguer, leader della minoranza diessina, non vuole arroccarsi sulla proposta che piace alla maggioranza del partito. «C´è la carta dei diritti, c´è la proposta per estendere l´articolo 18, ci sono le proposte di iniziativa popolare della Cgil. E ora è in campo anche questo progetto. Io sono per la fecondazione, che è il sistema migliore, se è eterologa è meglio». Attinge alla sua esperienza nella bioetica, Berlinguer, ma ammette che l´ultima iniziativa «è molto distante dalla carta dei diritti».
Si rischia dunque una nuova Babele nell´Ulivo. O forse solo un confronto più ricco. Il promotore del progetto di legge è Alfiero Grandi, della sinistra ds. «L´obbiettivo – spiega – è estendere i diritti, dare gli stessi diritti ai lavoratori che fanno lo stesso lavoro e introdurre allo stesso tempo la flessibilità positiva di una limitata deroga quando il lavoro ha una sua reale autonomia». L´articolato è quasi pronto ed è anche una risposta al voto alla direzione diessina di lunedì con la bocciatura del sostegno alla Cgil. Il "correntone" si smarca così dalla linea di Fassino.
Per il deputato di Rifondazione Gianni la proposta Grandi «capovolge la logica di Amato-Treu. Lì si tende a governare il sistema di flessibilità ritenuto come oggettivo se non indispensabile. Qui la flessibilità viene vista dall´ottica dei lavoratori». Dovrebbe nascere, secondo questa nuova corrente ulivista a cavallo tra centrosinistra e Rifondazione, il concetto di «lavoro per conto terzi, una figura giuridica che tende a unificare le diverse figure del mondo del lavoro, prevedendo tanto per i dipendenti quanto per gli atipici tutele simili». Il Verde Paolo Cento sembra anticipare lo scontro: «Questa proposta supera l´Amato-Treu. Ora bisogno trovare un nuovo equilibrio e discutere su tutto. Non c´è solo la proposta di Ds e Margherita». Grandi lascia aperta la porta a "ulteriori arricchimenti". Senza dimenticare il sostegno alla proposte popolari della Cgil.
I Ds intanto hanno ritrovato un sentire comune intorno al "progetto" elaborato dalla commissione presieduta da Bruno Trentin. Nessun braccio di ferro, ma un´analisi sul lavoro. «Siamo indietro sulle nuove forme di lavoro – dice l´ex leader della Cgil – e dobbiamo insistere sul diritto alla formazione permanente». Per Trentin c´è bisogno più di risorse per l´innovazione. Cesare Damiano, della segreteria Ds, fa notare la piena coincidenza «tra carta dei diritti e progetto della Quercia».
(g.d.m.)