Lavoro, sindacati pronti allo sciopero generale

14/03/2002


La Stampa web








(Del 14/3/2002 Sezione: Economia Pag. 8)
CRESCE LA POSSIBILITA´ CHE LE CONFEDERAZIONI SCENDANO IN PIAZZA PER MANIFESTARE CONTRO L´ESECUTIVO. L´IRA DI PEZZOTTA DOPO L´APPELLO DI FINI
Lavoro, sindacati pronti allo sciopero generale
Il leader Uil Angeletti propone una segreteria unitaria. Cgil e Cisl accettano

ROMA

Se non ci saranno miracoli dell´ultimo minuto, la risposta dei sindacati sarà unitaria, e dura: sarà sciopero generale contro il governo e Confindustria. Nella giornata di ieri i leader di Cgil-Cisl-Uil hanno lanciato gli ultimi avvertimenti all´Esecutivo, che oggi presenterà il nuovo testo dell´articolo 10 della delega sul mercato del lavoro, quella che prevede una modifica dell´articolo 18 dello Statuto dei Lavoratori. E nel giro di poche ore – sulla spinta del numero uno della Uil, Luigi Angeletti – hanno concordato una riunione unitaria per valutare il provvedimento del governo, e decidere la risposta. Superando, con un po´ di fatica, le perplessità di Savino Pezzotta ad accedere ad iniziative comuni con la Cgil di Sergio Cofferati, che una manifestazione e uno sciopero generale lo aveva proclamato molto tempo fa. Angeletti, come aveva annunciato al suo congresso, ha preso carta e penna per proporre ai suoi colleghi una riunione unitaria delle segreterie delle tre centrali sindacali, da tenersi prima del 19 marzo. «Il passo indietro del governo è una finzione, lo sciopero generale credo sarà inevitabile», ha detto Angeletti prima di partecipare alla riunione dei quadri Uil della Campania. «Il governo si è schierato con la Confindustria e cerca di convincere gli italiani che con i licenziamenti facili è anche più facile assumere» ha spiegato. Aggiungendo: «ma in trenta province di questo Paese – non c’è disoccupazione malgrado l’articolo 18, che con lavoro e flessibilità non c’entra nulla. È solo questione di potere». Immediata la risposta positiva di Cofferati. «La Uil ce lo ha chiesto inviandoci una lettera – ha spiegato ai lavoratori presenti al deposito Atac di Via Prenestina, a Roma – noi abbiamo risposto positivamente». Il numero uno della Cgil ha definito «vergognosa» la proposta del governo che prevederebbe il licenziamento senza reintegro per i lavoratori meridionali che passano a un contratto stabile: porterebbe dalle vecchie gabbie salariali alle «gabbie dei diritti». «Se le indiscrezioni del giornale di Confindustria sono attendibili, e credo di sì dato il collateralismo con il governo – ha detto Cofferati – siamo di fronte a un peggioramento della proposta iniziale del governo, un atto vergognoso. Lo presenteranno come un passo in avanti. Se faranno così sarà vergognoso, si passerà dalle gabbie salariali alle gabbie dei diritti. Non è pensabile che un sistema dia diversi diritti ai lavoratori del nord rispetto a quelli del sud». Insomma, un favore a Bossi e alla Lega. Infine, l´appello per una «ampia partecipazione» alla manifestazione nazionale del 23 marzo, che dovrà essere «una giornata dei diritti». In casa Cisl, l´ira di Savino Pezzotta è stata soltanto rinfocolata dall´ennesimo appello di Fini affinché la Cisl si «smarchi» dalla Cgil. In mattinata il segretario del sindacato di Via Po ha ribadito che «se il governo manterrà la modifica all’articolo 18 sarà sciopero generale. Ma se sarà lotta, sarà una lotta solo sindacale, non politica. Perchè noi non saremo mai il sindacato della maggioranza nè dell’opposizione ma solo dei lavoratori». Il segretario confederale Raffaele Bonanni risponde così al vicepremier: «La Cisl non si appiattisce nè sulla Cgil nè sul governo nè con nessun altro come non si è appiattita fin’ora». «Riconfermando le scelte di modifica dell’art.18 il governo non dice no alla Cgil, che non ha chiesto niente, ma dice di no alla Cisl e agli altri sindacati che avevano chiesto di aprire un tavolo per discutere dello Statuto dei Lavori», commenta Pier Paolo Baretta. Alla fine, dopo una riunione della segreteria Cisl, la decisione: raccogliere l’invito di Angeletti a un incontro unitario, in data da concordare a breve. Intanto, i tre segretari generali si incontreranno oggi a Barcellona, alla manifestazione organizzata a difesa dell´Europa sociale dai sindacati europei in occasione del vertice Ue. Intanto anche l´Ugl, il sindacato vicino ad An, annuncia che se il governo non farà marcia indietro «sarà costretto a reagire con uno sciopero generale, come dichiara il numero due Renata Polverini. E c´è polemica tra la Cgil e il movimento no global, che pur aderendo alla manifestazione del 23 marzo non ha apprezzato la decisione del sindacato di Cofferati di non concedere un intervento dal palco. Nonostante una lettera a Vittorio Agnoletto, in cui il sindacato di Corso d´Italia spiegava le ragioni per cui parleranno soltanto esponenti del mondo del lavoro, il Social Forum ha replicato criticando duramente la scelta di Cofferati.

Roberto Giovannini