Lavoro, sì alla legge sull’arbitrato. Subito i ricorsi alla Consulta

20/10/2010

Da oggi l’arbitrato, e non la giustizia ordinaria, diventerà il canale privilegiato per risolvere le controversie di lavoro, escluse quelle relative ai licenziamenti. La Camera dei deputati ha varato ieri in via definitiva il collegato sul lavoro che il Presidente della Repubblica aveva rinviato al Parlamento, indicando precise prescrizioni per adeguare il testo ai principi costituzionali. Purtroppo le «correzioni» non sono arrivate: questa legge resta incostituzionale. Ma il governo esulta. «C’è stata una convergenza di tutte le le organizzazioni tranne la cgil – dichiara il ministro Maurizio Sacconi – L’arbitrato si configura come uno strumento in più a disposizione della contrattazione collettiva. Lo scopo è di semplificare, con tempi certi, il contenzioso». Il ministro annuncia poi l’arrivo entro un mese in consiglio dei ministri del nuovo Statuto dei lavori. Soddisfatto anche Renato brunetta, per le norme che riguardano la pubblica amministrazione, tra cui la ricetta telematica.
LA DENUNCIA Sul fronte opposto in prima fila c’è la Cgil, che ha denunciato gli aspetti incostituzionali in un sit-in davanti a Palazzo Montecitorio. Il sindacato, con Fulvio Fammoni annuncia una «capillare campagna di informazione ai lavoratori», a cui saranno anche distribuiti dei vademecum su come «difendersi dalle nuove norme». Il sindacato di Epifani è pronto a stilare un documento con tutti i punti di incostituzionalità, su cui lanciare una raccolta di firme di magistrati, costituzionalisti ed esperti del settore. Al sit-in ha preso parte anche il deputato Pd Cesare Damiano, autore dell’emendamento (prima votato alla Camera, ma modificato in Senato) che correggeva la norma sull’arbitrato. «Questa legge -commenta Damiano- rappresenta un passo indietro per quanto riguarda i diritti dei lavoratori. »l’arbitrato secondo equità consegna al collegio arbitrale la facoltà di derogare da leggi e contratti. Il Pd ha votato in modo compatto contro questo provvedimento. Attendevamo delle riforme, abbiamo avuto solo una controriforma che renderà più debole chi lavora». Il testo è stato varato in settima lettura, ed è passato con 310 voti a favore; 204 contrari e tre gli astenuti. Sul fronte del no si sono schierati in modo compatto Pd e Idv, l’Udc ha votato con la maggioranza. Il testo è passato da 9 articoli a 50, nei quasi due anni che sono stati necessari per il varo definitivo. La legge affronta una ampia varietà di materie: sembra quasi un «omnibus». Si va dal lavoro all’amianto, dalla formazione professionale ai certificati di malattia fino alla delega sugli ammortizzatori. Per quanto riguarda l’arbitrato, si prevede che il lavoratore faccia la sua scelta preventivamente, e non dopo l’insorgere di una controversia (come aveva proposto il Pd). La scelta non potrà avvenire prima della conclusione del periodo di prova, ove previsto, oppure se non siano trascorsialmeno 30giorni dalla data di stipulazione del contratto di lavoro. Solo per i licenziamenti resta l’obbligo di ricorrere al giudice del lavoro. Si prevede poi la possibilità di assolvere l’ultimo anno di obbligo scolastico, fissato a 16 anni, anche con l’apprendistato, che quindi varrà per i 15enni come stare in classe. I processi del lavoro tornano ad essere gratuiti. per le vittime dell’amianto sui navigli di Stato il riconoscimento di vittime del dovere, e nessuna responsabilità penale per l’ammiragliato