Lavoro, scoppia la lite tra Legacoop e Cofferati

26/06/2002


24 Ore
mercoledì 26 giugno 2002, S. Rodolfo
   
«Assurdo paragonarci a governo e industriali»
Lavoro, scoppia la lite
tra Legacoop e Cofferati

BOLOGNA. Le parole di Sergio Cofferati (nella foto), segretario nazionale della Cgil, sulla vertenza Coop Estense hanno «sorpreso e amareggiato» i vertici cooperativi, perchè «prive di senso» e corrispondenti «ad una esasperazione polemica ingiusta». Cofferati, parlando della vertenza in atto all’interno di Coop Estense per il rinnovo del contratto integrativo aziendale, ha infatti affermato, riporta una nota siglata da Legacoop regionale Emilia-Romagna e Puglia, da quelle provinciali di Modena e Ferrara, e dall’associazione cooperative di consumatori del distretto adriatico, che «l’atteggiamento di Coop Estense tende ad eguagliare quello del governo e di confindustria», in quanto «fautore della logica della divisione tra ‘garantiti’ e ‘nuovi’». Ma Legacoop rigetta l’accusa: Coop Estense «è una delle principali cooperative, che si è sempre distinta sia nella tutela dei consumatori che dei propri dipendenti. Ai propri lavoratori assicura condizioni tra le migliori del commercio e paga da anni la più alta retribuzione variabile del settore, destinando a tal fine il 25% dell’utile commerciale». Inoltre, «da alcuni anni è impegnata in uno straordinario progetto di sviluppo nel Meridione, dove ha già 1.200 dipendenti ed altri 1.500 entreranno nei prossimi tre anni. A questi si aggiungeranno circa 3.500 posti di lavoro nell’indotto». Coop Estense, si «è dedicata a questa difficile impresa contando unicamente sulle proprie forze, investendo gran parte delle proprie risorse». In più, nello scorso mese di marzo, «quando Cgil, Cisl e Uil avevano appena dichiarato lo sciopero generale in difesa dell’articolo 18, Coop Estense si schierò apertamente con il sindacato, sino al punto di dichiararsi disponibile a mantenere nel proprio contratto integrativo aziendale le tutele di quell’articolo, qualora fosse stato modificato dal governo senza un accordo sindacale». Per questo, «paragonare Coop Estense al governo o a Confindustria è una cosa priva di senso, e una esasperazione polemica ingiusta». Detto questo, la causa della vertenza ora in atto è quindi da ricercare nel comportamento della Filcams-Cgil, che di fronte alla proposta di Coop Estense di «creare un’unica grande azienda cooperativa tra la Puglia e l’Emilia, riconoscendo ai lavoratori gli stessi diritti», ha prima «presentato una piattaforma rivendicativa solo per l’Emilia». Poi, dopo «otto mesi di travagli interni, ha presentato una nuova piattaforma, questa volta nazionale, il cui costo complessivo supera i 40 miliardi di lire all’anno, contro l’uno e mezzo del contratto precedente». Mantenere «le stesse condizioni tra vecchi e nuovi lavoratori è di per sè un principio condivisibile: ma nella realtà a volte non è possibile attuarlo».