Lavoro, pressing del governo

03/06/2002


 
LUNEDÌ, 03 GIUGNO 2002
 
Pagina 6 – Economia
 
Lavoro, pressing del governo
 
Maroni promette:"Stavolta andremo in fondo"
 
 
 
Domani il via al primo tavolo, si comincia discutendo di incentivi, poi gli ammortizzatori sociali
I metalmeccanici Cgil, Cisl e Uil sono in fermento: in vista proteste spontanee negli stabilimenti
 
LUCIO CILLIS

ROMA – Oggi nelle fabbriche e domani al tavolo del ministero del Welfare, i primi test del "nuovo patto sociale" sottoscritto da Cisl e Uil e respinto con forza dalla Cgil. La risposta dei lavoratori a sostegno del no di Cofferati, potrebbe infatti giungere stamattina dai metalmeccanici, categoria che fin da venerdì scorso ha minacciato proteste e manifestazioni sull´articolo 18. Sempre oggi è previsto un altro importante quanto delicato appuntamento in casa Cisl, alla prova della segreteria confederale e dell´esecutivo, che potrebbero segnare una svolta importante. All´interno del sindacato guidato da Savino Pezzotta è, infatti, palpabile la tensione dopo l´intesa raggiunta con l´esecutivo sulla ripresa del dialogo: già nei giorni scorsi, alcuni dirigenti dei metalmeccanici Cisl avevano espresso «perplessità» per come è maturata l´adesione all´appello.
Intanto il governo prepara l´appuntamento di domani al ministero del Lavoro. Si parte dal tema più caldo, il "ddl 848 bis" che comprende le norme sull´articolo 18 e sull´arbitrato stralciate dal ddl delega. Un rendez-vous che non vedrà però la partecipazione della Cgil, presente invece agli altri tre tavoli. Nell´ordine, mercoledì prossimo partirà quello sulla riforma fiscale (al ministero dell´Economia), lo stesso giorno sarà la volta del tavolo sul sommerso e giovedì si aprirà quello sul Mezzogiorno.
Ma nei corridoi del ministero del Welfare è tangibile la soddisfazione per il risultato raggiunto. E cresce la voglia di pressing. Maroni non avrebbe nascosto ai propri collaboratori l´intenzione di proseguire con speditezza e decisione su questa strada: «Stavolta andiamo fino in fondo» avrebbe detto ai suoi visto che «il governo, Confindustria e sindacati, ma non la Cgil, hanno fatto un mezzo passo indietro allo scopo di consentire la ripresa del dialogo. Ci sono quindi tutte le premesse perché si faccia un buon accordo». A rafforzare il lancio del "nuovo patto sociale" anche l´esito del voto di dieci giorni fa. Il risultato delle amministrative, che ha mostrato una discreta tenuta della coalizione, avrebbe difatti sgomberato il campo dal timore di andare avanti sulla strada della riforma dell´articolo 18.
In questo modo gli uomini del Welfare hanno due mesi di tempo per raggiungere un´intesa, con la quale anche Savino Pezzotta e Luigi Angeletti potranno dimostrare di aver ottenuto dei risultati «mentre sarà chiaro a tutti che Sergio Cofferati avrà sbagliato a restare ancora una volta fuori». Il governo insomma, intende costruire questo accordo iniziando già da domani, quando al ministero Roberto Maroni ed il sottosegretario Maurizio Sacconi avvieranno il tavolo sul lavoro con tutte le parti sociali che hanno firmato il verbale d´intesa del 31 maggio, esclusa la sola Cgil. Un confronto che riguarderà i quattro punti previsti dal nuovo disegno di legge nel quale sono confluiti i temi stralciati dal disegno di legge-delega: incentivi all´occupazione, ammortizzatori sociali, articolo 18 e arbitrato.
Alle critiche della Cgil, relative al fatto che esecutivo e parti sociali si siano dati tempo fino al 31 luglio (giorno in cui chiudono per ferie le principali fabbriche italiane) per trovare un´intesa, dal fronte governativo si replica indirettamente che sono stati i sindacati, la Cisl e la Uil in particolare, a chiedere un mese in più rispetto alla data originaria del 30 giugno. Insomma Berlusconi ritiene di aver segnato un punto a suo favore con il verbale d´intesa siglato venerdì scorso, soprattutto dopo quello al Welfare chiamano «il disorientamento che regna nell´Ulivo e l´esplodere delle contraddizioni nei sindacati»