Lavoro, piano da 29 miliardi

24/07/2007
    martedì 24 luglio 2007

    Pagina 7 – Primo Piano

      WELFARE
      VERSO L’ACCORDO

        Perplessi Commercianti e artigiani
        potrebbero respingere il documento
        «L’impostazione non ci convince»

          Lavoro, piano da 29 miliardi

          Sgravi per imprese e dipedenti. Il ministro Damiano avverte: il testo non si tocca

          STEFANO LEPRI

          ROMA
          Per la produttività più sgravi ai contratti aziendali, e niente più aggravi alle ore straordinarie. Contro il precariato, modifiche marginali alla legge Biagi, e nuove norme per far rispettare il limite di 36 mesi per contratti a termine alla stessa persona. Per le pensioni, si conferma che i coefficienti di trasformazione in vigore dal 2010 saranno (salvo modifiche a parità di costo) quelli usciti dalla commissione Brambilla, contro cui Cgil Cisl e Uil, prima dell’intesa, avevano fatto fuoco e fiamme. Queste sono le novità principali delle 31 pagine prolissamente intitolate «Protocollo su previdenza, lavoro e competitività per l’equità e la crescita sostenibili» che Romano Prodi ha consegnato ieri a 44 diverse organizzazioni in rappresentanza di lavoratori dipendenti, lavoratori autonomi, imprese di tutti i settori. Vi si ricordano inoltre le decisioni già prese su pensioni basse, tutela previdenziale per i giovani e i precari, indennità di disoccupazione. Il piano assorbirà complessivamente risorse per 29 miliardi nei prossimi dieci anni.

          Il presidente del consiglio dichiara di avere ricevuto «un sostanziale consenso» dalle forze sociali pur se alcune delle minori non firmeranno, e altre esprimono riserve su questo o quel punto, mentre la Confindustria (più tranquilla dopo che le modifiche alla legge Biagi si confermano circoscritte) ha chiesto qualche giorno per riflettere. Volendo celebrare, Prodi nota (anche questo non farà piacere all’estrema sinistra) che il protocollo viene presentato il 23 luglio, quattordicesimo anniversario dell’intesa sulla politica dei redditi promossa dal governo Ciampi.

          «Ed è anche il compleanno di Tommaso Padoa-Schioppa» aggiunge il capo del governo, con un tono più lieve. Il ministro dell’Economia ricambia spiegando che l’accordo del ‘93, mirato a combattere l’inflazione, deve essere aggiornato calibrandolo sull’impulso allo sviluppo. Un suo successo sta nascosto nell’allegato 1, dove si chiarisce quali saranno i coefficienti di calcolo delle pensioni in vigore dal 2010: sia pure con 5 anni di ritardo, la legge Dini verrà applicata, garantendo l’equilibrio di lungo periodo della previdenza su cui Commissione europea e mercati finanziari aspettavano al varco il governo italiano. «Il protocollo è un testo chiuso, non si emenda» annuncia il ministro del Lavoro Cesare Damiano, che ne è il principale autore («io mi sono limitato a fare i conti» dice Padoa-Schioppa). La Cgil non gradisce che scompaia la penalizzazione contributiva del lavoro straordinario, introdotta nel 1995 dal governo Dini; la Cida, sindacato dei dirigenti, e la Federmanager non firmeranno, perché ritengono penalizzati i redditi medio-alti; la Confagricoltura è preoccupata per il maggior costo del lavoro precario; Confcommercio non è convinta e potrebbe decidere di non firmare.

          Centro delle misure per porre limiti al precariato sono l’aumento dei contributi (al 24% nel 2008, fino al 26% nel 2010) che consentiranno di ottenere pensioni più alte, e il più rigido limite a 36 mesi per il rinnovo di contratti a termine alla stessa persona. Quest’ultima è una norma che fu introdotta dal governo Berlusconi nel 2001 ma che occorre riformulare perché di continuo elusa. Superati i tre anni ogni nuovo contratto a termine «dovrà essere stipulato presso la Direzione provinciale del lavoro in presenza di un rappresentante sindacale» oppure sarà considerato a tempo indeterminato. «Questa norma farà del bene ai lavoratori e alle imprese, la maggior parte delle quali adottano un comportamento corretto» sostiene Padoa-Schioppa, secondo cui «occorre accettare la flessibilità del lavoro e combattere la precarietà». Il vicepresidente della Confindustria Alberto Bombassei anticipa un giudizio positivo sulle due miusre a favore della produttività, quella sugli straordinari e quella sui contratti aziendali, «pur se la nostra richiesta è stata recepita solo parzialamente».