“Lavoro” «Passare lo straccio» senza diritti e dignità

02/03/2007
    venerdì 2 marzo 2007

    Pagina 17 – Economia & Lavoro

    «Passare lo straccio» senza diritti e dignità

      Le testimonianze dei lavoratori delle imprese di pulizia: sfruttati per 500 euro al mese

        Milano

        VITE «Gabriella trovò lavoro in una ditta di pulizie che gli affidò incarichi per quattro ore giornaliere così distribuite: una la mattina dalle 6.30 alle 7.30, l’altra dalle 11 alle 12 proseguiva nel pomeriggio dalle 17 alle 18 e l’ultima ora era dalle 21 alle 22. Tutti in posti diversi e distanti tra loro…».

        Comincia così una delle storie di lavoro e di (pessima) vita raccontate nelle pagine de “I racconti dello straccio”, il libro che parla delle difficili condizioni di precarietà, povertà, disagio e spesso anche di umiliazione in cui sono costretti a dibattersi i lavoratori delle imprese di pulizia. Donne e stranieri, in maggioranza: perché questo è un lavoro che non si sceglie, si subisce. «Al di là del fatto che guadagno poco e lavoro molto, al di là degli orari terribili e della fatica – racconta infatti Maud Marie Rabaie, delegata sindacale della cooperativa che cura le pulizie per gli Ospedali Riuniti di Bergamo – io sento molto il peso della totale mancanza di rispetto nei miei confronti. Per esempio i parenti dei degenti: se entro nelle stanze e chiedo loro di uscire perché devo pulire mi rispondono spesso in modo sprezzante…».

        C’è anche questo, dunque, ad avvelenare la vita quotidiana di almeno mezzo milione di lavoratori in tutta Italia. Quasi il 90% di loro lavora part-time, con gli orari semplicemente pazzeschi per forza di cose, la metà sono stranieri e la stragrande maggioranza sono donne, tutti quanti guadagnano tra i 400 e i 500 euro al mese. «Quello delle pulizie è uno dei settori di lavoro più difficili del mondo – spiega Melissa Oliviero, segretaria della Filcams Cgil di Milano, che ieri ha organizzato un convegno alla Camera del Lavoro – ci sono troppe dignità e diritti calpestati, c’è un’emergenza reddito piuttosto grave sulla quale pesa, per di più, un contratto scaduto ormai da venti mesi». E poi ci sono gli appalti, sempre al massimo ribasso, perché figuriamoci chi se ne frega della “qualità” quando si parla di un lavoro considerato così poco… Eppure in molti casi (ospedali, scuole, mense) il lavoro delle pulizie è tutt’altro che poco importante. Ed esiste una direttiva europea che dice che gli appalti, dovrebbero seguire criteri diversi dal semplice prezzo più basso. Ciò non dovrebbe essere indiffirente agli enti pubblici.

        Le storie contenute nel libro scritto da Paolo Baldereschi e Stefania Nicoli, a loro volta delegati sindacali del settore, sono il risultato di vicende reali mescolate tra loro. E raccontano anche di un lavoro fatto di solitudine soffocante (le “donne delle pulizie”, in effetti, entrano nei nostri uffici quando sono vuoti, all’alba o a notte, quasi sempre da sole). «E alcune di queste donne – aggiunge Melissa Oliviero – raccontano che di notte vengono trasportate da un supermercato all’altro, in una zona della Lombardia: lavorano in un posto e quando hanno finito vengono caricate su un furgone che le porterà al prossimo supermercato da pulire». Mica male per 400 euro al mese.

        gp.r.