Lavoro, nuovo appello di Ciampi slitta l´incontro governo-sindacati

06/05/2002

 
Il presidente rilancia il dialogo: "E´ l´unico modo per risolvere i problemi"
Lavoro, nuovo appello di Ciampi slitta l´incontro governo-sindacati
          Maroni parte per gli Usa. Cofferati, Pezzotta e Angeletti insistono: stralciare l´articolo18. Lunedì l´esecutivo Cgil
          VITTORIA SIVO

          ROMA – Nuovo appello di Carlo Azeglio Ciampi per la ripresa del dialogo sociale, ma la situazione di scontro fra governo e sindacati non ha ancora trovato una via d´uscita. In ogni caso un nuovo appuntamento non sarà possibile prima di una decina di giorni, sia per le difficoltà di individuare soluzioni praticabili (sull´art.18 e non solo), sia perché il ministro del Welfare Roberto Maroni sarà a New York tutta la prossima settimana per la conferenza dell´Onu sull´infanzia. Nel frattempo lunedì e martedì prossimo la Cgil terrà il suo direttivo, mentre la Cisl riunirà il comitato esecutivo il 16 maggio.
          «Se non c´è dialogo i problemi non si risolvono», ha detto ieri il presidente della Repubblica, sottolineando che «il segreto della democrazia è nel saper incanalare la conflittualità nelle libere istituzioni» in modo che non abbia esiti distruttivi, ma sia anzi fattore di progresso; fondamento dell´«arte di contenere i conflitti» è l´accettazione di «principi di libertà condivisi e rispettati da tutte le forze politiche».
          Parole che i sindacati hanno subito apprezzato, interpretandole come un implicito rimprovero al governo. Così Guglielmo Epifani, vice di Cofferati e candidato a succedergli alla guida della Cgil, critica la «politica degli annunci del governo a cui non segue mai una cosa concreta: prima doveva esserci un´unica cabina di regia, poi tavoli separati», mentre il sindacato resta in attesa degli sviluppi di questa «telenovela» per capire «come, quando e chi ci convocherà». Epifani sembra comunque dare per scontato che il dialogo avrà vita breve, quando dice che la Cgil «andrà al primo incontro e porrà i problemi che ha già posto», condensabili in una serie di «no» su aspetti chiave di tutte e tre le riforme del governo, lavoro, fisco e previdenza. E se per caso il governo pensa a limitare al solo Mezzogiorno la modifica dell´art. 18 dello Statuto dei lavoratori (ai nuovi assunti verrebbe dato un indennizzo e non il reintegro nel posto di lavoro in caso di licenziamento giudicato illegittimo dal magistrato) è stato ieri Sergio Cofferati a bocciare questa ipotesi: «E´ assurdo che nel progetto del governo venga consentito il licenziamento senza giusta causa per chi nel Mezzogiorno venga prima assunto a tempo determinato e poi stabilizzato».
          Sulle raccomandazioni di Ciampi il governo dovrebbe «meditare seriamente» perché «un conflitto permanente non conviene a nessuno», ha dichiarato il segretario generale della Cisl, Savino Pezzotta, convinto che l´indispensabile ripresa del dialogo fra governo e parti sociali dovrà tenere conto del fatto che milioni di lavoratori hanno scioperato e che le piazze il primo maggio erano piene come non accadeva da anni.
          In concreto la Cisl, in un documento di oltre 20 pagine, specifica quali sono le sue posizioni in vista del confronto con il governo. Oltre all´ennesima bocciatura della riforma dell´art.18, viene riproposto l´azionariato dei dipendenti e una riforma degli ammortizzatori sociali con stanziamenti sufficienti a portare gradualmente le tutele a livello europeo. In particolare la Cisl chiede che l´indennità di disoccupazione sia aumentata dal 40 al 60% del salario, semplificata nelle procedure e prolungata da sei mesi ad un anno. Il documento propone anche una riforma della contrattazione collettiva.

          Scarse le novità sul fronte del governo. Ai leader dell´Udc Buttiglione, D´Antoni e Follini che reclamano un vertice della Casa delle Libertà per favorire la ripresa del dialogo con le parti sociali, ieri il ministro Maroni ha risposto di ritenere saggio sia ricercare le ragioni di una rinnovata convergenza politica, sia che la maggioranza parlamentare approvi rapidamente le riforme presentante dal governo, in primo luogo quella sul mercato del lavoro.
          In controtendenza rispetto alla situazione nazionale, la Confindustria del Lazio e l´Unione industriali di Roma presieduta da Giancarlo Elia Valori ha firmato ieri un´intesa con Cgil, Cisl e Uil per il rafforzamento dell´economia regionale e il dialogo sociale.