LAVORO NOTTURNO-SCHEMA D.LGS-PARERE COMM.LAVORO CAMERA

                                  Roma, 24 novembre 1999

    - Segreterie Nazionali di Categoria
    - Aitanga Giraldi
    - Gianni Principe
    - Carmelo Romeo
    - Gigi Di Vittorio
    - Sergio Tosini
    - Luisa Benedettini
                                    Loro Sedi

    Care/i compagne/i,

    vi allego il parere della Commissione Lavoro della Camera sul decreto legislativo in materia di lavoro notturno.
    Ritengo molto positivo che, per la definizione di lavoratore notturno, la Camera proponga di cancellare il riferimento ad un terzo dell’orario, rimandando al CCNL.
    Considero, invece, peggiorativa la modifica dell’art. 6, riguardante il rientro all’orario diurno nel caso di accertata inidoneità al notturno: l’aggiunta di "ove possibile" credo sia assolutamente non condivisibile.
    A questo punto, di fronte ai pareri delle Commissioni, e alle nostre considerazioni critiche sul metodo e sul merito, sarebbe preoccupante che il Governo non modifichi il decreto.
    Abbiamo in ogni caso già segnalato il problema al Ministero del Lavoro.

    Cordiali saluti

    p. il Dip. Settori Produttivi e Reti
    (Marigia Maulucci)

    SCHEMA DI DECRETO LEGISLATIVO IN MATERIA DI LAVORO NOTTURNO

    La XI Commissione (Lavoro pubblico e privato)
    Esaminato lo schema di decreto legislativo in materia di lavoro notturno;
    esprime

    PARERE FAVOEVOLE

    con le seguenti condizioni

    1. l’articolo 1 sia riformulato nei seguenti termini:
    a) al comma1 le parole da "ad eccezione" sino alla fine del comma siano sostituite da una disposizione ai sensi della quale sia rimessa alla contrattazione collettiva la definizione, entro quattro mesi dalla data di entrata in vigore del decreto legislativo, delle categorie di lavoratori ai quali non si applicano le disposizoni del decreto del ministro del lavoro che individui tali categorie sulla base della direttiva 93/104/CE del 23 novembre 1993;
    b) la disposizione del comma 3 dell’articolo 1 sia limitata al personale non contrattualizzato e sia stabilito che il decreto ministeriale ivi previsto debba essere emanato entro quattro mesi dalla data di entrata in vigore del decreto legislativo;
    2. all’articolo 2, lettera b), numero 2), le parole "almeno un terzo" siano sostituite dalle seguenti: "almeno una parte" e sia soppressa la congiunzione "e";
    3. al comma 2 dell’articolo 3 siano sotituite le parole "la contrattazione collettiva determina" con le seguenti; "la contrattazione collettiva può determinare;
    4. all’articolo 4, comma1, dopo le parole "anche aziendali" siano inserite le seguenti "che prevedano un orario di lavoro plurisettimanale";
    5. all’articolo 4, comma 2, si stabilisca che il decreto ministeriale ivi previsto venga emanato entro quattro mesi dall’entrata in vigore del decreto legislativo;
    6. all’articolo 5, comma1, lettera a), specifici il Governo se l’accertamento sanitario è finalizzato ad individuare controindicazioni rispetto alla mansione stessa, a prescindere dal fatto che essa venga svolta di notte;
    7. all’articolo 6, dopo le parole "l’idoneità" siano inserite le seguenti "accertata per il tramite del medico competente di cui all’articolo 5" e dopo le parole: "è assegnato" siano inserite le seguenti: ", ove possibile,";
    8. all’articolo 7, sia soppressa la parola "proporzionate" e dopo le parole "dell’orario di lavoro" sia inserita la seguente :"normale";
    9. all’articolo 10, siano sostituite le parole "salvo che esso sia disposto" con le seguenti: "quando esso non sia previsto" e siano soppresse le parole :"tale informativa va estesa alle organizzazioni sindacali di cui all’articolo 8" non solo perché tale inciso non è previsto dalla legge di delega, ma anche perché le organizzazioni sindacali sono già titolari dei diritti di consultazione e informazione di cui agli articoli 8, 9 e 11;
    10. sia aggiunta l’esplicita salvaguardia delle disposizioni dell’articolo 5 della legge 9 dicembre 1997, n. 903, e successive modificazioni (in materia di tutela delle lavoratrici madri) e dell’articolo 15 del decreto legislativo 4 agosto 1999, n. 345, (in materia di lavoro dei minori), nonché delle disposizioni di maggior favore per i lavoratori nella materia de qua previste dai contratti collettivi di lavoro;

    e con le seguenti osservazioni:

    a) appare necessario che venga uniformata la terminologia utilizzata nello schema in esame allo scopo di agevolare il compito dell’interprete; in particolare, occorre evitare l’uso alternativo delle espressioni "lavoro notturno" e "lavoratore adibito a lavoro notturno", come pure occorre evitare di fare riferimento a "lavoratori e lavoratrici" in alcune disposizioni e ai soli lavoratori in altre;
    b) valuti il Governo la possibilità di rendere effettiva la fruizione da parte del lavoratore della riduzione dell’orario di lavoro di cui all’articolo 7, attraverso un adeguato monitoraggio della disciplina contrattuale in materia;
    c) valuti il Governo l’opportunità in relazione all’articolo 2, comma b), di rispondere alle esigenze di una normativa per quanto riguarda i lavoratori che solo eccezionalmente sono adibiti al lavoro notturno.