“Lavoro” «Noi, i precari esclusi dal ministero»

28/11/2006
    marted� 28 novembre 2006

    Pagina 10 – CAPITALE & LAVORO

      �Noi, i precari esclusi
      dal ministero del lavoro�

        Call center Damiano ha stabilizzato 18 operatori, ma restano fuori 16 cocopr� storici messi alla porta da Maroni

          Antonio Sciotto
          Roma

            E’ vero: il ministro del lavoro Cesare Damiano ha stabilizzato 18 operatori del call center del suo stesso ministero, eredit� precaria (erano cocopr�) della passata gestione Maroni. Oggi sono un vero �vanto�, ed � anche giusto: il lavoro precario va prima di tutto debellato nel grande pancione pubblico, per poi essere efficaci nel privato. E’ pure vero che i 18 in questione non sono affatto diventati ministeriali, assunti all’interno, ma restano esternalizzati, in appalto presso la Gepin, societ� controllata dal gruppo Poste, con un contratto part time dei metalmeccanici. Ultimo dato: gli ex cocopr� oggi a tempo indeterminato non hanno una collocazione precisa, essendo il loro ruolo �spacchettato� tra i due ministeri (del lavoro e della solidariet� sociale, guidato da Paolo Ferrero) figli del vecchio dicastero del welfare. Cos� rispondono per conto di entrambi, a seconda dei numeri verdi attivati. E fin qui tutto bene.

            Ma c’� un ma. Ci sono altri 16 operatori, alcuni precari al ministero da 10 anni, che sono rimasti fuori dalla stabilizzazione, e oggi non sanno dove sbattere la testa. Il fatto � che per loro, in campagna elettorale, quando era al governo ancora il centrodestra e il ministro era Roberto Maroni, la sinistra si � spesa in interrogazioni parlamentari e i sindacati ne hanno fatto una bandiera, ma oggi su questi ex telefonisti �fantasma� � calato il silenzio. Come dire, �non fanno notizia�. Per capire meglio, tracciamo la storia del telefono ministeriale.

            Il centro consulenze telefoniche del ministero � nato nel 1995, allora come �Drogatel�, per fornire informazioni sulla lotta alle tossicodipendenze: i lavoratori avevano contratti cococ� con l’Istituto superiore di sanit�. Nel 1998 l’appalto � passato all’istituto Medicina sociale, mentre nel 1999 � entrato un privato, la Ericsson. Oltre ai cococ� sono stati attivati anche contratti in partita Iva, con una flessibilit� massima: gli operatori hanno sempre lavorato su 3 o 4 giornate, ma a piacere dei coordinatori interni (dipendenti del ministero) i turni potevano essere prolungati su giornate aggiuntive, con preavviso di poche ore. Precari � la carte. Nel frattempo, vale la pena specificarlo, gli operatori hanno cominciato a dare risposte sulle normative per l’immigrazione, la legge 30, i congedi parentali e i bonus beb�, diventando 34 grazie a nuove assunzioni (sempre precarie). Tutti laureati e specializzati: educatori, legali, psicologi.

            �Abbiamo attraversato governi di sinistra e di destra – spiega Monica Valli, oggi disoccupata – ma la costante era il destino da precari. Nessuno parlava di assunzioni, e il massimo dell’incertezza lo abbiamo raggiunto a fine 2005, quando l’appalto � passato dalla Ericsson alla Gepin�. La Gepin, il 6 dicembre 2005, rassicura gli operatori, in scadenza a fine dicembre: prenderemo tutti. Ma il 23 dicembre, come racconta l’interrogazione presentata il 23 febbraio 2006 da Giorgio Pasetto (Margherita), vengono contattati solo 14 consulenti, mentre a tutti gli esclusi (20), dopo oltre 10 anni di lavoro non viene neppure dato l’onore di un benservito. Dovranno dedurre da soli che il ministero del lavoro non dar� pi� lavoro. I 14 �beneficiati� dalla Gepin vengono messi a lavorare presso una sorta di sottoscala del Laurentino, pagati 600 euro al mese come cocopr�. Sar� poi Damiano a farli assumere stabilmente, riportandoli in sede (altri 4 dei 20 esclusi, infine, sono stati assorbiti di recente).

            Ma i restanti 16? �La cosa pi� grave – spiega Giuseppe Palumbo, Fp Cgil – � che ancora oggi hanno ruoli di dirigenza nel ministero quei componenti della direzione che non hanno previsto, nel cambio di appalto, una clausola per il mantenimento di tutti i 34 posti. Il nuovo governo ne ha trovati 18 al lavoro, e quelli ha stabilizzato. Ma certo, ne restano altri 16, che hanno 10 anni di precariato alle spalle e che dovrebbero essere ricollocati. Il problema lo abbiamo gi� posto. Speriamo che i ministri Damiano e Ferrero intervengano presto�.