LAVORO NERO NEL TURISMO: A VENEZIA È IN AUMENTO

10/08/2011

10 luglio 2011

Lavoro nero nel turismo: a Venezia è in aumento

La “Campagna sui diritti e contro il lavoro nero nel settore del Turismo” lanciata dalla Filcams Cgil, si sta diffondendo in tutta la penisola, e molti territori stanno avviando iniziativa locali.

Il fenomeno del lavoro nero e sommerso nel turismo interessa anche il territorio della provincia di Venezia, nelle località balneari più che nella città d’arte.
Il servizio ispettivo della Direzione Provinciale del Lavoro di Venezia, nella statistica del 2010, ha evidenziato dei dati molto preoccupanti rispetto alle ispezioni svolte, con controlli che hanno sottolineato un passaggio dal 20% di lavoratori in nero scoperti nel 2009 ad un 52% nel corso del 2010, soprattutto nelle realtà turistiche.
Secondo una ricerca svolta dalla Fondazione Link Campus University of Malta in collaborazione con l’Ires sono fra i 38 e i 55 mila gli «irregolari» in provincia di Venezia e buona parte di questi sono riconducibili ai settori che fanno riferimento al sistema turistico provinciale(alberghi, ristorazione, stabilimenti balneari, campeggi, ecc.).

Negli ultimi due anni, gli anni della crisi, il fenomeno del lavoro sommerso è aumentato, anche per la sempre maggior presenza di tanti lavoratori provenienti dal vicino est europa, molte volte all’oscuro dei loro diritti, facilmente ricattabili pur di ottenere un’occupazione per la stagione estiva, finita la quale vi è il rientro al Paese d’origine.
“Questa situazione è comune in tutte le nostre cittadine balneari” spiega la Filcams Cgil di Venezia “da Jesolo a Bibione e Chioggia, passando per Cavallino – Treporti, Eraclea e Caorle. Ovviamente questo fenomeno è in aumento anche a Venezia, unica ad avere, oltre la città d’arte, anche gli stabilimenti balneari presenti al Lido.

“Diviene necessaria” afferma il sindacato “anche un’azione di forte contrasto alle forme contrattuali irregolari, un vero dramma nel nostro litorale, come l’utilizzo di voucher per lavori che non sono assolutamente occasionali o contratti a chiamata finti, in realtà contratti a termine con durata da aprile a settembre e un orario realmente svolto di 60 o più ore settimanali.”

La Filcams Cgil Metropolitana di Venezia avvierà nei prossimi giorni una campagna di sensibilizzazione anche attraverso l’affissione di manifesti nelle località balneari e dell’entroterra, mettendo a disposizione delle lavoratrici e dei lavoratori che subiscono questa pesantissima condizione di lavoro totalmente o parzialmente irregolare, le proprie strutture e la propria assistenza legale in tutte le sedi e le Camere del Lavoro presenti nel contesto veneziano.