Lavoro nero in un’azienda su due

02/08/2002


2 agosto 2002



Verifiche in 10 mila unità. Nelle grandi imprese persi altri 35 mila posti

Lavoro nero in un’azienda su due


Pezzotta al governo: non ho ancora accantonato la parola sciopero
      ROMA – Metà delle aziende ispezionate è risultata con lavoratori in nero. È questo il risultato dell’attività dei carabinieri dell’ispettorato del lavoro nel primo semestre del 2002. Il dato è contenuto nel rapporto appena consegnato al governo. I carabinieri hanno controllato la posizione contrattuale dei dipendenti di 10.668 aziende. Ebbene, il 54% di queste ha impiegato personale in nero. Sono state recuperate evasioni contributive per più di 31 milioni di euro. Quasi 29 mila le violazioni contestate, più di 5 i milioni di euro riscossi per illeciti amministrativi sul collocamento, 18 le persone arrestate, 4.017 quelle denunciate e 123 le truffe accertate per un importo di 15 milioni di euro. «L’estensione del lavoro non dichiarato – osserva il colonnello Giovanni Scalcione, comandante dei carabinieri dell’Ispettorato del Lavoro – appare pervasivo, dilagante, radicato in tutto il Paese, tanto che le forme d’impiego irregolari possono essere assimilate ad un vero e proprio elemento strutturale dell’economia italiana». Il lavoro irregolare è presente sia al Nord che al Sud, seppure con caratteristiche diverse. Un fenomeno preoccupante è quello delle «cooperative in nero» del Nord, una forma di nuovo caporalato organizzato, che offre manodopera a prezzi stracciati. La difficoltà di controllo di queste cooperative, solitamente gestite da stranieri, soprattutto nordafricani, sta nel fatto che esse nascono e muoiono nel giro di pochi mesi, spiegano gli investigatori. I carabinieri hanno scoperto anche 552 minori occupati illecitamente, la maggior parte nel settore del commercio e dell’artigianato. Su un totale di 6.619 lavoratori extracomunitari trovati occupati, il 28,6% è risultato irregolare. In agricoltura, per il fenomeno del caporalato sono stati denunciati 243 datori di lavoro. Sempre diffuso il sommerso tra le colf. Su 362 collaboratori domestici controllati, il 70% è risultato in nero. Tra questi 120 clandestini e 77 stranieri non in regola con il collocamento.
      Ieri è stata diffusa anche la rilevazione Istat sull’occupazione nella grande industria. Anche qui dati negativi. A maggio i posti di lavoro nelle aziende con più di 500 addetti sono scesi del 3,9% rispetto a un anno prima. Significa circa 30.700 occupati in meno ai quali si sommano 4.300 posti persi nelle grandi imprese di servizio. In tutto: 35 mila occupati in meno. Intanto, il segretario della Cisl, Savino Pezzotta, avverte il governo: «Se non rispetterà gli impegni presi col Patto per l’Italia, saprò cosa fare: la parola sciopero non è stata definitivamente accantonata».
Enr. Ma.