Lavoro nero dietro gli scaffali dei market Lidl

29/10/2007
    domenica 28 ottobre 2007

      Pagina 6 – ATTUALITÀ

        Filcams/Verdi

        Il lavoro nero
        dietro gli scaffali
        dei market Lidl

        Fabrizio Salvatori

          Cinquecento negozi in Europa (375 solo in Italia), 100 mila dipendenti, la Lidl, catena di distribuzione commerciale rivolta alle fasce medio-basse della popolazione, del gruppo tedesco Schwarz, ha fatturato 3 miliardi di euro nel ‘1990. Una cifra più che decuplicata che ha superato i 40 miliardi di euro nel 2005. Dietro, ovviamente, secondo quanto ha denunciato nei giorni scorsi la Filcam-Cgil nel corso della presentazione "Libro Nero Lidl Europa" (una ricerca di Andreas Hamann, e di Rainer Kau, leader del sindacato tedesco Ver.Di), c’è una vera e proria miniera dello sfruttamento, quasi una Wal-Mart versione europea.

          Il testo, una vera rivelazione sull’impero commerciale della Schwarz, denuncia, attraverso un ampio corredo di testimonianze dei lavoratori delle aziende Lidl lo sfruttamento massimo della mano d’opera, perseguito a qualunque costo. Nei circa 20 paesi in cui è presente la multinazionale, il modulo è sempre lo stesso: carichi di lavoro inimmaginabili, straordinari pagati come compenso ordinario, clima pesante per quanto riaguarda controlli e intimidazioni, attività antisindacale. I dirigenti Lidl sono arrivati al punto che per terrorizzare i dipendenti fanno piovere a ripetizione incredibili accuse di furto. In Germania, stando a quanto è scritto nel Libro Nero, mentre il costo medio nel settore è del 12-15%, alla Lidl viene praticamente dimezzato.

          La Lidl Italia, che tiene largamente lontano il sindacato con cui ha interrotto le trattative dal 2003, non intende nemmeno adeguarsi al rispetto del Ccnl (Contratto collettivo nazionale di lavoro).