Lavoro nero: 13 ore a 50 euro

25/07/2013

RIMINI. Buste paga da 50 euro per 13 ore di lavoro al giorno senza riposo. Il resto, all`incirca mille euro al mese, corrisposto fuori busta. E il rischio – che si sta trasformando in certezza di non riuscire a rientrare nei margini (13 settimane di lavoro) per ottenere la Mini Aspi, la disoccupazione stagionale.
Sono molteplici le storie "grigie e nere" di stagionali in cui i sindacati e le associazioni di volontariato si sono imbattute nei servizi messi a punto per intercettare la piaga del lavoro irregolare. Sono quindi già decine le segnalazioni inoltrate alla direzione provinciale del lavoro e all`Inps sia da parte della Filcams-Cgil che in queste settimane sta tenendo banchetti in giro per le località balneari della provincia sia da parte dell`associazione Rumori sinistri in collaborazione con Adl Cobas Emilia Romagna, a loro volta impegnati in sportelli per i lavoratori. Non ci sono solo le camere d`albergo pulite per due euro, ma anche bar e ristoranti dove il personale che opera è in nero o regolarizzato parzialmente. «Ci stiamo facendo carico di situazioni che ci sono state segnalate dai lavoratori – spiega Mirco Botteghi, della Filcams-Cgil – segnalan- dole, a nostra volta, agli enti di vigilanza. Questo ha fatto sì che, probabilmente, più persone si siano rivolte ai nostri uffici. Tra le situazioni al limite della legalità anche contratti che non si rifacevano ad alcun contratto collettivo nazionale». Cambia, inoltre, anche la platea degli stagionali: molto più che in passato, i riminesi tornano a fare la stagione. Molti di loro sono cassaintegrati che, per sbarcare il lunario di un ammortizzatore sociale spesso in ritardo, si mettono al lavoro. Spopolano, tra le forme contrattuali, anche quelle "a chiamata" per mascherare lavori continuativi. «Le buste paga – spiega Sandra Polini, di Adl Cobas – arrivano anche a 50 euro al mese per 13 ore di lavoro senza riposo. In più, si tratta di situazioni in cui il lavoratore vive sempre sotto minaccia di licenziamento. E` chiaro che i casi poi diventano preoccupanti anche sotto altri fronti, soprattutto su quello del welfare che si aggiunge alla povertà di una occupazione che rende poco». E` recentissima la denuncia della Filcams- Cgil che nei giorni scorsi ha portato all`attenzione dell`opinione pubblica alcuni casi di lavoratrici di ditte di pulizia appaltatrici pagate, alla fine dei conti, due euro a camera. Le lavoratrici non arrivavano nemmeno a
500 euro al mese.