“Lavoro nel mondo 2″ …ma i diritti restano lontani

16/03/2005
    mercoledì 16 marzo 2005

      sezione: COMMENTI E INCHIESTE – pagina 8

        LAVORO / 2

          … ma i diritti restano lontani

            • • • In molti cercano di raccontare anche l’altra faccia del boom di Paesi come la Cina o l’India, o casi meno mastodontici ma ugalmente impressionanti, in Asia, Africa o America Latina. Dietro tassi di crescita che fanno l’invidia degli industrializzati ci sono spesso condizioni di lavoro che i ricchi si sono da generazioni dimenticate.

            Nelle miniere cinesi sono morti in 6.027 nel 2004, secondo statistiche ufficiali rilanciate dall’agenzia Xinhua.

            Ed è una cifra per difetto, secondo il China Labour Bulletin di Hong Kong, centro di informazione indipendente sui problemi del lavoro in Cina, perché vari incidenti sarebbero stati nascosti dalle autorità, che hanno come obiettivo quest’anno il 3% di morti in meno. Cioè sempre i 6mila.

            Secondo l’Ilo, l’agenzia Onu per il lavoro, ci sono non meno di 9 milioni di minori fra i 10 e i 14 anni attivi nel mondo del lavoro in Cina. In India, dove 400 milioni di persone sono sotto il livello ( locale) di povertà e dove il 90% lavora nell’economia " informale", ci sono 60 milioni di minori, bambini è il termine, che fanno di questa terra da miracolo economico e notevole spiritualità il più grande mercato mondiale del lavoro minorile.

            L’Icftu, la centrale sindacale internazionale, ha pubblicato recentemente l’ultimo rapporto in materia, con i dati forniti da Saccs ( South asian coalition on child servitude), una Ong specializzata sul tema minorile.
            Soltanto nella categoria fra i 5 e i 14 anni, secondo i dati Ilo, sono 127 milioni quelli al lavoro in Asia, 48 milioni in Africa, 17,4 milioni in America Latina e nei Caraibi, 13,4 milioni in Nord Africa e in Medio Oriente. Il lavoro minorile esiste anche in Gran Bretagna, Italia e in altri Paesi Ocse dove 2,5 milioni di ragazzi nella fascia 5 14 anni contribuiscono al magro bilancio familiare. Mentre nelle economie ex comuniste siamo a 2,4 milioni.

              In India sono nati anche dei sindacati dei bambini. Per l’Icftu, e per il buon senso, il loro sindacato è la scuola.