“Lavoro nel mondo 1″ Anche il sindacato si globalizza…

16/03/2005
    mercoledì 16 marzo 2005

      sezione: COMMENTI E INCHIESTE – pagina 8

        LAVORO / 1

          Anche il sindacato si globalizza…

            I lavoratori di tutto il mondo non sono ancora uniti ma stanno marciando in quella direzione. Se nei Paesi industrializzati il tasso di sindacalizzazione continua da 20 anni a scendere ( in Italia è fermo da oltre 10 anni a un mitico e ufficiale 38%, in Germania si è perso da allora circa un terzo degli iscritti), emerge invece una forte domanda di sindacato nelle nuove economie. La globalizzazione poi coinvolge pesantemente il lavoro e impone nuove prospettive e più profonde alleanze organizzative internazionali.

            « Quale che sia il posto di lavoro, il Paese o il continente — ha diagnosticato l’ultimo congresso sul lavoro globale tenuto a novembre a Montreal, in Canada — i sindacati devono sentire la stessa musica: globalizzazione, flessibilità, deregulation, liberalizzazione, privatizzazione, individualizzazione e così via.

            Tradizionali metodi di attività sono rimessi in discussione; conquiste del passato devono essere rinegoziate; ed è difficile per i lavoratori far sentire la loro voce » . Meglio unirsi di più. E sta avvenendo a vari livelli. Quello massimo dovrebbe vedere nel 2006 la fine dello scisma laici cristiani con l’intesa fra Icftu ( la Confederazione dei sindacati liberi, che a sua volta ha assorbito la centrale di osservanza ex moscovita) e la Wcl di matrice cristiana.

            Sono riprese negli ultimi anni più strette intese di categoria a livello globale, non a caso ripercorrendo il cammino già fatto nella precedente era di globalizzazione ( 1880 1913). Gli americani della United Steelworkers puntano a creare un sindacato minerario e metallurgico ben collegato in tutto il continente.

            E c’è stata l’esplosione degli Ifa ( International frameworks agreements) che puntano a creare una base di standard di lavoro comuni, utilizzati soprattutto per le multinazionali, prevalenti per ora nei settori siderurgico e alimentare, e nei quali il sindacato italiano è molto attivo. Gli Ifa, dopo il primo, storico, con Danone 20 anni fa, sono 34, di cui 27 sono stati conclusi dopo il 2000 e oltre metà dopo il gennaio 2002.