Lavoro, Maroni convince Siniscalco

11/04/2005
    sabato 9 aprile 2005
    pagina 5

    Comincia a farsi strada in Fi la proposta del ministro di stanziare 12 mld per abbattere i costi e l’Irap
    Lavoro, Maroni convince Siniscalco
    Verso il ritorno alla Covip della vigilanza sui fondi pensione

      di Giampiero Di Santo

        Maroni incassa il primo punto nella partita per riassegnare alla Covip i pieni poteri di vigilanza sul risparmio previdenziale. E riesce a convincere parte di Forza Italia della necessità di stanziare con la Finanziaria 2006 ben più di 6 miliardi di euro per l’abbattimento dell’Irap e del cuneo fiscale che grava sul costo del lavoro. Il caos in cui sembra caduta la Casa delle libertà dopo la sconfitta rimediata nelle ultime elezioni, insomma, ha spinto il ministro del welfare a tentare di prendere l’iniziativa in due settori chiave per la politica economica. A partire dalla previdenza integrativa, che dovrebbe decollare con il trasferimento del tfr dei lavoratori ai fondi pensione e che invece aveva rischiato di arenarsi.

          Dopo il colpo di mano che alla camera, in sede di esame del ddl per la tutela del risparmio, aveva assegnato all’Isvap, l’autorità di vigilanza sulle assicurazioni, il compito di controllare i prodotti previdenziali offerti dalle compagnie. La decisione di Montecitorio aveva infatti mandato su tutte le furie i sindacati e le associazioni di imprese, che nel loro avviso comune relativo al decreto delegato sulla previdenza integrativa avevano chiesto un’autorità di vigilanza unica, cioè la Covip. Una richiesta condivisa da Maroni, che dopo l’incontro con le parti sociali del 16 marzo aveva minacciato l’esclusione delle compagnie dalla torta dei fondi pensione se il senato non avesse rimediato.

          Ora, la soluzione della vicenda sembra più vicina, perché i componenti delle commissioni industria e finanze di palazzo Madama hanno chiesto ai presidenti di Covip e Isvap, Luigi Scimia e Giancarlo Giannini, di presentare prima dell’avvio del dibattito generale sulla riforma, mercoledì e giovedì prossimi, i loro contributi scritti necessari per ridefinire le competenze delle due autorità. Se l’operazione si concluderà in tempi brevi, Maroni potrà presentare entro aprile il decreto. Ma la partita non sarà la sola trattativa difficile che Maroni dovrà giocare. Il negoziato per la riduzione del costo del lavoro avviato lo scorso 6 aprile è legato all’entità delle risorse che il ministro dell’economia Siniscalco potrà mettere a disposizione nel 2006 per abbattere l’Irap e limare il cuneo fiscale che alleggerisce le buste paga dei dipendenti e appesantisce i conti delle imprese. Fino al 5 aprile il pallino era nelle mani del presidente del consiglio, che aveva ordinato a Siniscalco di destinare nel 2006 12 mld di euro per la nuova riduzione delle imposte sui redditi individuali. Ma dopo la batosta elettorale, la proposta di Maroni di destinare l’intera cifra per Irap e calo del costo del lavoro ha preso quota. Tanto che Siniscalco ha trovato l’idea interessante, mentre ieri è stato Guido Crosetto (Fi), relatore del ddl competitività alla camera, ad affermare: ´Bisogna mettere a punto un provvedimento che consenta di ridurre il costo del lavoro e comporti anche un aumento degli stipendi’, ha dichiarato. ´Il dibattito politico partirà la settimana prossima e non posso ancora formulare con certezza l’entità delle risorse che andrà a ridurre l’Ire e l’importo destinato a Irap e costo del lavoro.