Lavoro, l’Italia ancora lontana dagli obiettivi Ue

27/11/2007
    martedì 27 novembre 2007

    Pagina 13 – Economia & Lavoro

    Lavoro, l’Italia ancora lontana dagli obiettivi Ue

      Oggi gli occupati sono il 58,4%, dovrebbero salire al 70% entro la fine del 2010

        Milano

        RAPPORTO Nonostante la recente riforma del mercato del lavoro e una crescita dei posti che nel 2006 è andata oltre la media Ue, l’Italia rischia di non centrare gli obiettivi di Lisbona sul fronte dell’occupazione. Mancano infatti poco più di due anni al fatidico 2010 e il nostro Paese resta ben lontano da quel 70% che l’Europa ha indicato come tasso di occupazione minimo da raggiungere, con ritardi fortissimi soprattutto per quel che riguarda le donne. E se la disoccupazione nel complesso cala, tra i giovani resta tra le più elevate d’Europa. Questa la fotografia scattata dal Rapporto 2007 sull’occupazione in Europa pubblicato dalla Commissione Ue.

        Rapporto in cui si sottolinea come nel 2006 nell’Unione europea sono stati creati 4 milioni di posti di lavoro, il miglior risultato dal 2000. In particolare, l’occupazione è cresciuta dell’1,4% nell’Ue a 27 e dell’1,3% in Eurolandia. L’Italia ha dato il suo contributo, con un aumento dei posti di lavoro dell’1,7%, la migliore performance dal 2001. Ma qui si fermano le buone notizie. La crescita economica resta debole e soprattutto la produttività arranca: nel 2006 lo 0,2% quella per occupato e lo 0,0% quella per ora lavorata.

        Di questa situazione non può che risentirne negativamente il tasso di occupazione, che nel 2010 dovrebbe salire almeno al 70% ed in Italia è ancora fermo al 58,4%. Siamo ultimi in Eurolandia (la cui media è del 66%) e quart’ultimi nell’Ue (64,3%), davanti solo a Ungheria, Polonia e Malta. Ma il dato diventa ancor più negativo se si guarda alle donne in attività: l’Italia è ultima con un tasso di occupazione femminile al 46,4%. L’obiettivo di Lisbona di superare il 60% nel 2010 è lontano. «Grecia e Italia – si evidenzia nel rapporto – hanno fatto registrare un’occupazione molto bassa tra i giovani e le differenze più estreme tra donne e uomini occupati», a svantaggio delle prime.

        Ci sono poi i lavoratori più anziani. Anche qui difficilmente l’Italia riuscirà a centrare il 50% di occupazione entro il 2010, viso che nel 2006 il tasso registrato è stato del 32,5%.

        Infine, il rapporto mette in evidenza come le nuove forme di flessibilità introdotte abbiano aumentato decisamente la percentuale di lavoro temporaneo.