“Lavoro” L’impegno di Montezemolo

16/04/2007
    lunedì 16 aprile 2007

    Pagina 3 – Cronaca

    Il presidente degli imprenditori: la vita viene prima di ogni altra cosa

      L’impegno di Montezemolo
      "Pronti a fare il massimo"

        Confindustria: sì a un tavolo comune con il sindacato

          ROBERTO MANIA

          ROMA – «Condivido totalmente l´appello del Capo dello Stato, Napolitano, e dei presidenti delle Camere, Marini e Bertinotti. La Confindustria è pronta a impegnarsi al massimo perché il rispetto della vita umana è fondamentale e inderogabile». Luca Cordero di Montezemolo, presidente della Confindustria, dice sì all´avvio immediato di un confronto con il sindacato proposto l´altro ieri dal leader della Cgil, Guglielmo Epifani, in un´intervista a Repubblica. Perché la lotta agli infortuni e alle morti sul lavoro non può che essere una priorità anche per il sistema delle imprese. E´ un tema di tutti, che riguarda la sicurezza e il rispetto della legalità. Con una precisazione, alla quale Montezemolo tiene molto: «Noi industriali abbiamo la certezza di avere tutte le carte in regola in materia di sicurezza. Le imprese strutturate, infatti, sono sostanzialmente estranee al dramma delle morti bianche».

          I numeri, intanto. Secondo Viale dell´Astronomia non più del 10 per cento degli incidenti mortali si verificano nell´industria, dove nell´ultimo anno c´è stato un calo di quasi il 20 per cento.

          Grazie – sostengono gli industriali – a rilevanti investimenti anche sulla voce prevenzione. Dei circa 20 miliardi di euro di investimenti annuali in innovazione tecnologica, quasi 12 hanno un impatto diretto nel migliorare le condizioni di sicurezza dei dipendenti.

          I settori più a rischio, d´altra parte, sono altri: agricoltura e edilizia. E lo sono soprattutto quando il lavoro è nero o grigio, con un impiego massiccio di immigrati irregolari. Ecco perché la lotta all´insicurezza nelle condizioni di lavoro assomiglia tanto alla lotta all´evasione ed elusione fiscale. I due fenomeni finiscono spesso inevitabilmente per coincidere. E su entrambi Confindustria chiede una lotta senza quartiere.

          Ma c´è un aspetto che lega l´economia in senso stretto con la lotta agli infortuni: quello delle infrastrutture. Circa il 50 per cento degli incidenti avviene sulle strade e coinvolge lavoratori che si recano al proprio posto di lavoro o autotrasportatori.

          «Anche in questo caso – è la tesi del direttore generale della Confindustria, Maurizio Beretta – bisogna fare una riflessione seria: ogni volta che si ritarda un´infrastruttura o non si fa un investimento in queste importanti reti, oltre a rallentare lo sviluppo economico non si aiuta nemmeno la creazione di lavoro fisiologicamente sicuro».

          La Confindustria non pensa che siano necessarie altre leggi. Come Prodi, considera decisive l´efficacia e la severità dei controlli.

          E´ qui – dicono gli uomini di Montezemolo – che si gioca la vera partita, mentre sul versante legislativo sarebbe opportuno semplificare e limitare al massimo le eventuali sovrapposizioni di competenze. Vale anche a proposito dell´ultimo provvedimento varato dal Consiglio dei ministri venerdì scorso. Gli industriali l´hanno sostenuto anche perché è il frutto di una concertazione tra il governo e le parti sociali. Tuttavia quel testo può essere ancora migliorato durante l´iter parlamentare. Per esempio – secondo la Confindustria – bisognerebbe prevedere un unico soggetto che fa i controlli, chiedendo alle imprese il rispetto senza alcuna deroga di un numero ridotto di adempimenti.