“Lavoro” Lazio: Il caporalato delle partite Iva

17/11/2006
    venerd� 17 novembre 2006

    Pagina IV – Roma/Speciale Cgil

      I SOMMERSI E I PRECARI

        Il caporalato
        delle partite Iva

          Imprese intestate ad immigrati per aggirare i controlli

            di Paolo Molinari

            Uno dice �romeno� e viene subito in mente il cantiere, lo �smorzo�, la birra al bar dopo il lavoro. Cos� come Ucraina e Polonia sono ormai universalmente conosciute come fucine di badanti, domestiche o operaie nelle ditte di pulizie. Poi per� si vanno a leggere le pagine di cronaca dei giornali e si scopre che gli stessi nomi e aggettivi sono sinonimi di cadute da venti metri d’altezza, di sfruttamento, di �lavoro povero�.

            Andiamo con ordine, gli irregolari: li vediamo tutti che aspettano dal primo mattino davanti ai magazzini di materiali edili, gli �smorzi� a Roma, che aspettano qualcuno che abbia bisogno di loro per una ristrutturazione, la costruzione di una palazzina, �ma anche lavori pi� importanti – spiega Sandro Grugnetti, segretario generale della Fillea Cgil del Lazio – con societ� che ricevono appalti milionari da parte delle istituzioni e che a loro volta subappaltano a terzi, con il meccanismo che ormai conosciamo. Il guaio � che ora si subappaltano persino i caporali�.

            Le imprese che prima utilizzavano il caporale – colui che materialmente andava a prelevare la manodopera sulla strada, contrattando la paga per conto del datore di lavoro – oggi fanno costituire come impresa un lavoratore, quasi sempre immigrato. Questa nuova societ� opera da intermediario, da caporale, per il datore di lavoro senza che questi corra alcun rischio. I questo modo nel Lazio sono nate, negli ultimi due anni, circa 600 imprese i cui titolari sono immigrati. Caporalato e lavoro nero sono alla base di un altro male del settore edile: gli infortuni mortali. Spiega Grugnetti: �In ogni cantiere c’� un rappresentante dei lavoratori per la sicurezza, un Rls. Gli Rls vanno eletti in maniera assembleare dai lavoratori dell’impresa. Nelle imprese con pochi operai, tuttavia, il potere dell’assemblea � minimo ed il datore pu� orientare la scelta dell’Rls sulla persona a lui pi� congeniale, capace di chiudere un occhio o anche tutti e due ad un suo comando�. �Chi aspetta di vedersi rinnovato un contratto di sei mesi – spiega ancora Grugnetti – difficilmente si oppone alle decisioni del datore di lavoro che in questo modo lo tiene ‘sotto botta’ per tutta la durata del cantiere�.

            Sono considerati invece lavoratori stabili i cosiddetti lavoratori degli appalti, quelli delle mense e delle pulizie. Un universo composto a Roma nel Lazio di 25mila addetti, distribuiti su 2mila imprese circa. �Sono lavoratori considerati stabili – spiega Miriam Broglia, segretario Filcams Cgil di Roma e del Lazio – perch� fanno parte di un meccanismo in cui sono le imprese a cambiare, ma i lavoratori rimangono quelli�.

            Per la Filcams Cgil, quindi, diventa importante salvaguardarne le ore di lavoro e la paga, che l’impresa che subentra tende sempre a ridurre: �L’orario di lavoro di queste persone non supera quasi mai le 20 ore settimanali, per una paga media mensile di 400 euro. Un lavoro povero con il quale molte di queste persone portano avanti una famiglia�.

            Difficile in questo settore intercettare il lavoro nero che pure, assicura Silvana Morini segretario generale della Filcams Cgil del Lazio, c’� ed � tanto. Molto pi� facile trovarne tra le lavoratrici straniere impegnate come badanti o come domestiche: si tratta soprattutto di Ucraine, Russe e Romene: �Stiamo cercando – spiega la Morini – di strutturarci come sindacato per instaurare con loro un rapporto che vada al di l� della vertenza o della consulenza lavorativa. Anche perch� il lavoro di queste persone, la casa in cui vivono e la loro stessa vita sono in funzione della persona che accudiscono. Quando una badante vede morire la persona che accudisce in quel momento vede rimettere in gioco tutto quanto ha fatto fino ad allora�.