Lavoro, la lista dei mestieri introvabili

30/07/2010

Sacconi: quest’anno più assunzioni ma pesano le competenze che non ci sono
ROMA— Baristi, commessi, infermieri ma anche informatici, ingegneri, esperti di marketing. Sono questi i profili professionali più richiesti nel nostro Paese secondo il Sistema Informativo Excelsior di Unioncamere e Ministero del Lavoro, presentato ieri alla presenza del ministro del Lavoro, Maurizio Sacconi.
Il dato incoraggiante sono le 20 mila assunzioni in più rispetto all’anno scorso, previste dalle 100 mila imprese del campione intervistato, un segno di ripresa che si avverte più tra le aziende medie, mentre quelle piccole prevedono di ridurre il proprio personale. Il risultato finale, considerando chi esce dal lavoro, è un saldo ancora negativo: -178 mila unità, pari al -1,5% dell’occupazione prevista per quest’anno. Solo al Sud le previsioni di assunzione sono in ribasso (-1,9%), segno di una ripresa non ancora arrivata.
« Sono le medie imprese esportatrici e innovative la punta di diamante della nostra economia – spiega il presidente di Unioncamere, Ferruccio Dardanello -. Queste, nell’uscire dalla crisi, stanno chiedendo più competenze professionali e flessibilità».
I settori amigliore tenuta occupazionale sono quello della sanità e dell’assistenza ai privati, che è l’unico a prevedere un aumento dell’occupazione (+0,9%), seguito dai servizi avanzati di supporto alle imprese e da quelli informatici e della telecomunicazione. Ci sono poi il commercio al dettaglio e i servizi finanziari e assicurativi. La flessione occupazionale maggiore è previsto nel settore dei beni per la casa e il tempo libero (-3,5%) e nell’abbigliamento, oltre che nel comparto delle costruzioni.
Ma il problema del nostro Paese sembra essere il disallineamento tra offerta e domanda di lavoro. Sacconi avverte che, a fronte di «una ripresa discontinua e selettiva a livello mondiale, rischiamo di non avere le competenze necessarie per agganciarla fino in fondo». Per oltre 147 mila assunzioni messe in programma, le imprese segnalano serie difficoltà di reperimento, pari, quest’anno, al 26,7% delle assunzioni programmate: 6,2% in più del 2009. Insomma sarà difficile coprire più di un posto su quattro. È l’effetto del ridotto numero di candidati o della loro inadeguata preparazione. Lo scarto è massimo (48%) per i dirigenti (richiesti comunque in numero contenuto), poco inferiore per le professioni intellettuali, scientifiche e ad elevata specializzazione (35,5%) e per gli operai specializzati (35,2%), mentre si riduce progressivamente per altre professioni.
Tra le figure più ricercate, il barista con 6.160 richieste, tra quelle più introvabili, il montatore e riparatore di serramenti e infissi. «Il governo – ha annunciato Sacconi – intende rafforzare iniziative e focus sulla formazione».