Lavoro, Italia ultima in Europa

09/09/2005
    venerdì 9 settembre 2005

    pagina 22

      EUROSTAT L’OCCUPAZIONE FEMMINILE E’ 10 PUNTI SOTTO LA MEDIA DELL’AREA EURO

        Lavoro, Italia ultima in Europa

          BRUXELLES

            L’Italia ha il tasso di occupazione più basso di tutta l’area euro: quasi 6 punti percentuali sotto la media dell’intera Unione a 25. È quanto emerge dagli ultimi dati diffusi oggi da Eurostat che segnalano inoltre un accentuato squilibrio in Italia tra il lavoro maschile e quello femminile. L’ufficio statistico dell’Unione europea dice che nel 2004 lavorava in Italia il 57,6% della popolazione tra i 15 e i 64 anni, a fronte di una media del 63% nella zona euro.

              Ultima dei 12, tra i 25 l’Italia fa meglio solo di Slovacchia (57%) Ungheria (56,8%), Malta (54,1%) e Polonia (51,7%). Eurostat fornisce anche i numeri dei due paesi candidati all’adesione Ue, Bulgaria e Romania: quest’ultima può vantare un tasso di occupazione pressochè uguale a quello italiano (57,7%).

                Eurostat, tuttavia, evidenzia che nel 2004 i disoccupati italiani erano l’8% della popolazione attiva, un tasso inferiore alla media dell’Eurozona (8,9%), nonchè di molti altri paesi dell’area, come Spagna (11%), Grecia (10,5%), Francia (9,7%) e Germania (9,5%). In Italia è inoltre forte, stando ai dati di Eurostat, lo squilibrio tra occupazione maschile e femminile: mentre gli uomini con un impiego sono il 70,1% del totale (di poco al di sotto della media di Eurolandia che è del 71,6%), le donne lavoratrici sono soltanto il 45,2%, quasi 10 punti percentuali sotto la media della zona euro (54,5%). L’anomalia della situazione italiana è confermata dal fatto che tra i 25 paesi dell’Unione, soltanto nella piccola isola di Malta si registra un tasso di occupazione femminile (32,8%) inferiore a quello italiano, che è comunque pari al tasso della Grecia. Per le donne italiane è più facile avere un contratto a tempo determinato: nel 2004 era la condizione del 14,5% delle lavoratrici contro il 9,9% degli uomini. Ed anche in questo caso il confronto con il resto dell’Europa mette a nudo una situazione atipica: nella media dei 25 paesi dell’Ue ha un contratto a termine il 14,4% delle donne e il 13,7% degli uomini.