Lavoro, indennità più pesante per chi resta disoccupato

14/06/2002


VENERDÌ, 14 GIUGNO 2002
 
Pagina 10 – Economia
 
LA TRATTATIVA
 
Berlusconi assicura: non sarà un autunno caldo
 
Lavoro, indennità più pesante per chi resta disoccupato
 
 
 
 

ROMA – I disoccupati involontari avranno un´indennità più consistente e duratura dell´attuale, condizionata alla frequentazione di corsi di formazione, e il costo dell´aumento del sussidio non graverà sulle imprese. Il negoziato sulla riforma degli ammortizzatori sociali è partito ieri con questa doppia rassicurazione che il sottosegretario al Welfare Maurizio Sacconi ha voluto dare ai sindacati e agli imprenditori. Gli uni hanno avuto la garanzia che l´assegno di disoccupazione «sarà incrementato nella sua entità e durata» (probabilmente passerà dall´attuale 40% del salario al 60%, per poi scendere al 40 e al 30% nell´arco dei 12 mesi), gli altri che il costo del lavoro «non dovrà superare i limiti attuali». «Si sono fatti passi avanti nella giusta direzione», hanno dichiarato Cisl e Uil, mentre la Cgil non si è limitata a disertare il tavolo e ha organizzato davanti al ministero del Lavoro una rumorosa contestazione: fischi, urla, bandiere rosse e i rappresentanti del governo accolti al grido di «buffoni» e «venduti». Un episodio che i dirigenti di Cisl e Uil, ma anche un esponente dell´opposizione come Ottaviano Del Turco, hanno giudicato gravissimo e senza precedenti nella storia sindacale. Non è un buon viatico per il futuro. Ma il premier Silvio Berlusconi ostenta tranquillità: «No sarà un autunno caldo, non ne vedo i motivi», ha detto.
I costi della riforma del mercato del lavoro, «compatibilmente con le risorse che si renderanno disponibili», sono ancora da definire. Come hanno precisato il vice-ministro dell´Economia Mario Baldassarri e il sottosegretario Sacconi sarà la legge finanziaria a quantificare le risorse necessarie.
Prima delle ferie estive il governo conta che il Parlamento approvi la legge delega sul mercato del lavoro, dalla quale ieri il Senato ha stralciato le modifiche all´art.18 dello Statuto dei lavoratori, nonché le norme sugli ammortizzatori sociali e sugli incentivi all´occupazione, trasferendo queste materie in un nuovo provvedimento, l´848-bis, che terrà conto degli esiti del negoziato in corso con imprese e sindacati. A favore dello stralcio il centro-destra ha votato compatto, ma l´Ulivo si è spaccato, con l´astensione della Margherita, il «sì» dello Sdi e il voto contrario di Ds, Prc, Pdc e Verdi.
(v.s.)