Lavoro, incontro segreto fra Tremonti, Cisl e Uil

26/04/2002




(Del 25/4/2002 Sezione: Economia Pag. 14)
Lavoro, incontro segreto fra Tremonti, Cisl e Uil
Irritazione alla Cgil. Il minivertice di Montecitorio agita il fronte sindacale

ROMA

Nove del mattino, quinto piano di Montecitorio, un caffè offerto dal capogruppo dell´Udc, Luca Volontè. Un caffè della pace, molto zuccherato per addolcire gli animi di Giulio Tremonti, Savino Pezzotta e Luigi Angeletti esacerbati dal muro contro muro sull´articolo 18 e dalle bordate polemiche che hanno avvelenato il clima nelle ultime settimane. Si sono visti nella massima discrezione («io qui non esisto», ha precisato il ministro dell´Economia allarmato dalla presenza di un giornalista) nell´ufficio di un esponente di quei centristi della maggioranza che lavorano per riaprire il dialogo tra le parti sociali, per portare quel «supplemento di moderazione» di cui parla il presidente della Camera Pier Ferdinando Casini. E´ il primo incontro, del tutto riservato, dopo lo sciopero generale, dopo i continui appelli che il governo ha rivolto a Cisl e Uil («non seguite Cofferati, il cavaliere con le briglie sciolte», ha ammonito il sottosegretario Sacconi), ma anche dopo l´intervista del ministro Maroni che minacciato di tagliare i finanziamenti ai sindacati. E che è stata accolta dalle organizzazioni dei lavoratori come una provocazione. L´incontro non avrebbe fatto registrare sostanziali novità, né il governo avrebbe avanzato proposte tali da indurre Cisl e Uil a modificare la propria posizione. Quel che invece potrà essere modificato dall´incontro segreto di ieri mattina è il clima e l´unità d´azione tra i sindacati. L´aver escluso la Cgil dall´incontro non è certo piaciuto a Cofferati. E´ vero che non è la prima volta che i segretari di Cisl e Uil incontrano separatamente (e in maniera riservata) esponenti del governo, ma è altrettanto vero che lo sciopero del 16 aprile sembrava aver tolto dal campo il tentativo di raggiungere un accordo isolando la Cgil. Il governo, invece, sembra ora intenzionato a riprovarci. Con quali risultati si vedrà. Anche se ieri nel quartiere generale di Sergio Cofferati si registrava malumore e irritazione. Ma torniamo a ieri mattina. Dunque, ministro Tremonti, avete fatto la pace? «Non vedo novità», si è limitato a dire il responsabile dell´Economia. Anche Pezzotta e Angeletti hanno confermato la fumata nera: il dialogo ancora non riparte, il governo continua a non voler togliere dal tavolo l´articolo 18. «La strada rimane in salita», ha precisato Pezzotta. «Il problema è che non ci sono i soldi per finanziare gli ammortizzatori sociali – ha osservato Angeletti – e ho l´impressione che fino a quando non riparte l´economia non ci sarà trippa per gatti». Insomma, ognuno è rimasto sulle sue posizioni, nessuno si è sbilanciato più di tanto, ma l´iniziativa di Volontè è stata considerata utile come primo approccio, come disponibilità a chiarire alcuni punti di partenza. Infatti i due leader sindacali hanno voluto capire direttamente da Tremonti in cosa consista la sua riforma fiscale i cui effetti possono favorire questa o quell´altra fascia di reddito, questo o quell’altro ceto sociale. «Già – è stato il commento di Pezzotta – e io mi preoccupo di capire se i lavoratori che rappresento sono danneggiati o favoriti da questa riforma fiscale. Perché non vorrei che a guadagnarci siano solo coloro della fascia di reddito sopra i 200 milioni…». Per rompere il ghiaccio dell´incontro, Volontè ha iniziato a parlare del campionato di calcio, del finale al cardiopalmo, delle preoccupazioni per la sua Inter inseguita dalla Juventus. Poi, si è passati ad argomenti più scottanti, ma sulle cifre Tremonti è rimasto abbottonato: non ha detto quanti soldi il governo intende mettere sul piatto della bilancia. «Anche sulla riforma fiscale si è tenuto sul vago – ha commentato il segretario della Cisl – e allora anche noi non ci siamo sbilanciati. Siamo rimasti sulle rispettive posizioni. Ma qualcuno può pensare che ad una settimana dalla sciopero generale di quella portata noi potessimo cambiare idea?». Tremonti ha comunque annunciato che i sindacati verranno convocati a Palazzo Chigi al più presto, subito dopo il Primo maggio. Allora a cosa è servito l´incontro? «Ad annusarci», è stata la risposta di Pezzotta. Per Volontè c´è la volontà di riprendere il dialogo. «Ed è necessario – ha aggiunto il capogruppo dell´Udc – anche ricostruire i rapporti personali, un clima di cordialità. Governo e sindacati non possono continuare a parlarsi attraverso le dichiarazioni e le interviste sui giornali. Ecco, noi vogliamo dare il nostro contributo alla pacificazione. C´è la disponibilità reciproca a fare le grandi riforme di cui il Paese ha necessità».

Amedeo La Mattina