Lavoro: Incentivi verso una riforma

19/11/2001

Il Sole 24 ORE.com






    La delega al Governo varata giovedì prevede un riordino delle misure a sostegno dell’occupazione

    Incentivi verso una riforma
    Cambiano i contratti che abbinano impiego e formazione – Aiuti erogati direttamente al lavoratore
    Lina Palmerini
    ROMA – Non solo nuovi contratti o nuove norme, temporanee e limitate, sui licenziamenti. Nel Collegato lavoro varato giovedì scorso dal Consiglio dei ministri accanto alle modifiche che fanno più discutere c’è anche una corposa delega sul riordino di tutti gli incentivi per l’occupazione. In particolare, all’attenzione del ministero del Welfare, che scriverà i decreti attuativi nel tempo di un anno, ci sono i contratti a causa mista, cioè quelli che abbinano al lavoro la formazione. Un binomio che si trova nell’apprendistato, nella formazione-lavoro (Cfl), nei tirocini. Un passo in un certo senso obbligato, almeno per quel che riguarda la formazione-lavoro, contratto bocciato in sede europea e ora "abbandonato" dalle imprese proprio per le ultime incertezze normative. Il Welfare sta pensando di ridare corpo e numeri a una formula gettonatissima negli anni ’80 trasformando la vecchia impostazione e tarandola su target e obiettivi nuovi. Da contratto per i giovani disoccupati, il Cfl diventerebbe uno strumento di reinserimento nel mercato del lavoro «senza età», con una dote formativa on the job. Al di là delle nuove coordinate che il Welfare vuole dare a queste tre categorie contrattuali, l’altra carta che si vuole giocare è la sperimentazione di forme di incentivazione economica erogate direttamente al prestatore di lavoro. Un tentativo di uscire dallo schema di aiuti classico che prevede un rapporto esclusivo tra impresa e Stato, lasciando fuori il lavoratore. In questa sperimentazione, invece, chi cerca un posto può entrare in gioco e "dialogare" direttamente con le l’offerta di incentivi messa in campo dal Governo. Grande spazio viene poi ritagliato per i tirocini, "lanciati" per i ragazzi che vogliano associare la scuola o percorsi di studio al lavoro. Su questo punto, la delega è stata frutto di una lunga concertazione con il ministero della Pubblica istruzione con cui il Welfare si coordinerà anche al momento dei decreti attuativi. In particolare, nel testo si prevede la valorizzazione dei tirocini come misure di inserimento nelle aziende, che però non costituiscono rapporto di lavoro. Si prevede anche una durata variabile fra uno e dodici mesi, in relazione al livello di istruzione, alle caratteristiche dell’attività lavorativa e al territorio di appartenenza, con l’indicazione dell’eventuale corresponsione di un sussidio. L’apprendistato conserva invece il suo ruolo-chiave di strumento di inserimento per i giovani. Mantiene anche la sua dote formativa elevata (che, nell’attuale formulazione ha stentato a decollare) sia sul lavoro (on the job) che all’esterno (off the job) come formazione per il mercato. Nella delega si ipotizza l’alternanza tra formazione e lavoro tale da garantire il raccordo tra i sistemi dell’istruzione e della formazione con il mercato del lavoro. Ma il vero punto cruciale per garantire il decollo dei nuovi contratti a causa mista, sta nella semplificazione degli incentivi offerti e nell’allestimento di un’offerta formativa spesso ancora tutta da costruire. Su questo punto la delega resta però molto generica: «Si prevede uno snellimento e semplificazione delle procedure di riconoscimento dell’attribuzione dell’incentivo, tenendo conto del tasso di occupazione femminile e privilegiando in ogni caso criteri di automaticità». Accanto, viene anche ipotizzata la sperimentazione di orientamenti e linee-guida per determinare i contenuti dell’attività formativa concordati da imprese e sindacati nell’ambito degli enti bilaterali, oppure determinati dal ministero del Welfare. Anche ai contratti collettivi nazionali o territoriali/aziendali, viene affidato il compito di definire la determinazione dellle modalità di attuazione dell’attività formativa in azienda. Una sfida che questa volta i rappresentanti dei lavoratori e delle imprese dovrebbero raccogliere.
    Sabato 17 Novembre 2001
 
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