Lavoro in pressing sull’«inserimento»

22/07/2004

        giovedì 22/7/2004
        sezione: NORME E TRIBUTI – pag: 17

        LEGGE BIAGI • Il ministro Maroni ha firmato ieri la circolare sulla forma di contratto che sostituisce la vecchia «formazione»
        Lavoro in pressing sull’«inserimento»
        Via anche al decreto sulle commissioni di certificazione – Nuove indicazioni alle agenzie

        MARCELLO FRISONE

        ROMA • Procede a ritmo sostenuto l’attuazione della riforma Biagi: il ministro del Lavoro, Roberto Maroni, ha firmato ieri ben tre provvedimenti inerenti, rispettivamente, ai contratti di inserimento, alle Agenzie per il lavoro e alla certificazione svolta dalle Direzioni provinciali del Lavoro (Dpl) e dalle Province.

        Nel caso delle Agenzie per il lavoro, si tratta di una circolare che va a integrare le disposizioni già impartite con le circolari 25 e 27 del 2004 e che dovrebbe "accogliere" le richieste fatte dalle società di intermediazione; nel caso della certificazione si tratta invece del decreto ministeriale previsto dall’articolo 76, comma 1, lettera b) del decreto legislativo 276/03 che istituisce le commissioni di certificazione dei contratti di lavoro presso le Dpl e le Province. Quest’ultimo decreto va ad aggiungersi a quello previsto per la certificazione delle Università (si veda «Il Sole-24 Ore» del 26 giugno).

        La circolare sui contratti di inserimento, invece, fornisce ulteriori istruzioni agli operatori del settore dopo l’intesa raggiunta l’11 febbraio scorso tra imprese e sindacati. L’accordo interconfederale, che ha potuto già dare il via libera ai contratti di inserimento previsti dagli articoli 54 e seguenti del decreto legislativo 276/2003, avrà un’«efficacia transitoria». Cioè dalla data della sua sottoscrizione (appunto l’11 febbraio 2004) fino a quando non sarà sostituito dalla disciplina che sarà definita dalla contrattazione collettiva ai vari livelli. Con questa circolare (che riportiamo integralmente in questa pagina e nella 18) il Welfare ha fornito così le linee operative per completare l’applicazione della nuova normativa. Vediamo alcuni particolari.

        Definizione. Il contratto di inserimento, che va a sostituire quello di formazione e lavoro (Cfl), è un accordo a tempo determinato in cui la funzione formativa perde la sua natura caratterizzante in modo da garantire la collocazione o la ricollocazione nel mercato del lavoro di soggetti socialmente più deboli. In questa tipologia di contratto, quindi, la formazione diventa soltanto eventuale. Restano applicabili, se più favorevoli, le disposizioni di cui all’articolo 20 della legge 223/91, in materia di contratto di reinserimento dei lavoratori disoccupati.

        I datori di lavoro. Possono stipulare i contratti di inserimento: gli enti pubblici economici, imprese e loro consorzi; gruppi di imprese; associazioni professionali, socio-culturali, sportive; fondazioni; enti di ricerca, pubblici e privati; organizzazioni e associazioni di categoria. In merito ai gruppi di impresa e ai consorzi, la circolare prevede che il progetto di inserimento possa riguardare diverse società del gruppo o del consorzio. In questo caso titolare del progetto sarà la singola società che potrà inviare il lavoratore, ai fini della realizzazione del progetto, presso le altre società del consorzio o del gruppo. La società intestataria del progetto sarà l’unico datore di lavoro nei confronti del prestatore.

        I lavoratori. Possono essere assunti con contratto di inserimento: i soggetti di età compresa tra i 18 e i 29 anni; i disoccupati di lunga durata di età compresa tra i 29 e i 32 anni; gli over 50 privi di un posto di lavoro; i lavoratori che desiderino riprendere un’attività lavorativa e che non abbiano lavorato per almeno due anni; donne di qualsiasi età residenti in una area geografica con tasso di disoccupazione femminile elevato (in questo caso manca però il decreto ministeriale che individui le aree geografiche); persone con grave handicap fisico, mentale o psichico (secondo le disposizioni previste dalla legge 104/92).