Lavoro, in arrivo il Testo unico per fare ordine sulla sicurezza

23/10/2001

Il Sole 24 ORE.com





    L’annuncio è stato dato ieri dal sottosegretario al Welfare, Maurizio Sacconi

    Lavoro, in arrivo il Testo unico per fare ordine sulla sicurezza
    ROMA – L’obiettivo di ridurre gli incidenti sul lavoro sarà perseguito anche con la redazione di un Testo unico che avrà lo scopo di semplificare l’applicazione da parte delle imprese delle numerose norme in materia di sicurezza. È questo uno dei messaggi più importanti lanciati ieri a Roma dal sottosegretario al Welfare, Maurizio Sacconi, al l’apertura della settimana europea della sicurezza e della salute sul lavoro, promossa dai ministeri del Lavoro e della Salute, dal dipartimento della Funzione pubblica in collaborazione con Inail, Ispesl e Iims. «Il pacchetto del Governo per la sicurezza sul lavoro già evidenziato nel Libro bianco – ha spiegato Sacconi – pone enfasi più sugli obiettivi che sulle regole, parte cioè dagli obiettivi da raggiungere per poi definire le norme necessarie al loro raggiungimento. L’esito politico dei provvedimenti del l’inizio degli anni Novanta per il recepimento delle direttive europee – ha proseguito il sottosegretario – è quasi fallimentare, dato il livello ancora straordinariamente elevato». Un annuncio, quello del sottosegretario al Welfare, accolto favorevolmente da Renata Polverini, vicesegretario del l’Ugl (Unione generale lavoro) che ritiene importante «alla luce anche dei risultati del recente referendum sul federalismo l’esigenza di delineare direttive generali, uguali per tutti i lavoratori e per tutte le regioni. Attenzione però – avverte la sindacalista – a soluzioni troppo affrettate circa la depenalizzazione del reato di violazione delle norme di sicurezza. La sicurezza è un dovere e non può ridursi a un peso economico per l’azienda». Ma dall’incontro di ieri è emerso anche che per allargare il fronte contro gli infortuni sul lavoro bisogna combattere l’economia sommersa, che non rispetta alcun codice di igiene e sicurezza, responsabilizzare le imprese e riformare l’attività del l’Inail. La lotta al sommerso è infatti uno dei cardini dell’azione del Governo, che «evidenzia la totale mancanza di rispetto delle norme più basilari anche in materia di sicurezza da parte delle società che operano in nero». Secondo il sottosegretario, è importante favorire le forme di responsabilità sociale delle stesse aziende, chiamate ad autoregolamentarsi e ad agire in modo consono alla sicurezza dei dipendenti. Compito del Governo è dunque quello di sensibilizzare le imprese all’utilizzo dei codici di buona pratica e di invitare le aziende a evitare qualsiasi tipo di contatto commerciale con gli agenti che operano nel sommerso. Invito già sposato da Confindustria, spiega Sacconi, che sta portando avanti una campagna proprio in questo senso. Un altro obiettivo fondamentale è la riforma dell’attività dell’Inail, che deve cominciare a ricevere, secondo Sacconi, «gli stessi stimoli di un operatore privato». La prima azione concreta in questa direzione è l’introduzione del meccanismo del bonus-malus (si veda anche il box qui sopra) come stimolo economico per le imprese affinché al loro interno si verifichi il minor numero possibile di infortuni. E sul fronte degli incidenti, infine, ieri sono stati diramati dall’Inail i dati sugli infortuni sul lavoro che nei primi otto mesi di quest’anno sono aumentati del 2,4% (da 656.222 a 672.054 casi) anche se si è registrato un calo del 7,9% (da 891 a 821) di quelli mortali. In particolare, il comparto industriale registra un aumento degli infortuni del 3,2% (da 599.865 a 618.923) e un calo del 3,1% dei casi mortali (da 764 a 740), mentre l’agricoltura continua a dare segnali di miglioramento: gli infortuni diminuiscono del 5,7% (da 56.357 a 53.131) e i casi mortali del 36,2% (da 127 a 81). Marcello Frisone
    Martedí 23 Ottobre 2001
 
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