“Lavoro” Il premier chiede più controlli

16/04/2007
    lunedì 16 aprile 2007

    Pagina 2 – Cronaca

    I MORTI SUL LAVORO

    Prodi e le morti bianche
    "La legge c´è, va rispettata"

      Il premier chiede più controlli. Damiano:subito le risorse

        Caterina Pasolini

        ROMA – Siamo i primi in Europa per morti sul lavoro. Tre vittime ogni giorno, 1.280 l´anno scorso con un aumento dell´11%. Per combattere e vincere questa strage quotidiana «non c´è tanto bisogno di nuove leggi, quanto di controlli assidui e rigorosi». A dirlo, rispondendo dal Giappone all´appello del presidente della Repubblica che chiedeva più ispezioni, è il premier Romano Prodi.

        «La legge non sarà perfetta ma c´è; occorre farla rispettare con rigore attraverso l´uso degli ispettori. Perché le tragedie avvengono quando si violano le norme e non perché ci sia una legge che lascia le maglie troppo aperte», dice il primo ministro pensando ai 6 lavoratori uccisi in due giorni, ai 167 morti in due mesi. Dati ufficiali ai quali bisogna aggiungere le persone scomparse dopo anni, stroncate dalle malattie professionali. E sono la maggioranza, se si tiene conto dei dati dell´Organizzazione mondiale della sanità che parla di due milioni di morti sul lavoro ogni anno, tre su quattro causati da malattie contratte sul lavoro.

        Primi in Europa dunque per morti «bianche». Lo dicono i dati Eurostat per il 2004 che contano 944 vittime in Italia (diventate 1280 l´anno scorso) contro le 804 in Germania, 743 in Francia, 722 in Spagna. Triste primato al quale bisogna aggiungere che mentre negli ultimi dieci anni in Germania gli incidenti mortali sono diminuiti del 46% e in Spagna del 34, nel nostro paese il calo è stato solo del 25 %.

        Milleduecentottanta vittime l´anno scorso, 167 in due mesi, sei in due giorni. Per combattere e vincere questa strage quotidiana «ci vogliono soprattutto controlli» dice dunque il premier dopo che venerdì è stato varato il disegno di legge sulla sicurezza che ora aspetta l´approvazione del parlamento.

        Controlli che si fanno con ispettori, soldi e mezzi che però da tempo sono carenti. Risorse che sulla carta esistono ma che non sono state messe a disposizione, dice a «Speciale Tg1» il ministro del lavoro Cesare Damiano, sottolineando come sia urgente intervenire visto che tra il 2005 e il 2006 l´aumento dei morti è stato di ben l´11% raggiungendo quota 1.280 vittime, di cui 1.115 nel settore dell´industria e dei servizi, 280 solo nell´edilizia. «Bisogna sbloccare i fondi già previsti in Finanziaria per gli ispettori del lavoro», chiede ricordando che quando prese la guida del dicastero gli ispettori non avevano neanche i soldi per la benzina.

        Controlli ma non solo. Raffaele Bonanni, segretario Cisl, indicando nei cantieri uno dei settori più a rischio, chiede infatti di eliminare il ricorso al meccanismo d´appalto che prevede il massimo ribasso e soprattutto di «selezionare le imprese». Questo per evitare che si ottengano appalti a prezzi stracciati che poi vengono ceduti, in subappalto, a imprenditori «che non hanno né arte né parte». E che troppo spesso sfruttano i lavoratori in nero visto che, ha detto il ministro Damiano, erano state stranamente assunte proprio il giorno della loro morte ben 12 vittime su 100.