Lavoro, il governo all’attacco

30/01/2003



 
   

30 Gennaio 2003
ECONOMIA

 
Lavoro, il governo all’attacco
Approda oggi in Senato la delega 848: lavoro a chiamata, interinali a vita, collocamento privato. Bastano pochi giorni per l’approvazione finale, e Berlusconi avrà carta bianca. Ulivo, Rifondazione e Cgil annunciano battaglia

Una stagione di lotte. Se sulle pensioni i confederali non hanno ancora programmato iniziative, la Cgil è pronta a mobilitarsi per i diritti. Lo sciopero del 21 febbraio non si oppone solo al declino industriale, ma anche alla delega sul mercato del lavoro


ANTONIO SCIOTTO

L’affondo finale potrebbe arrivare entro la prossima settimana: la legge delega sul mercato del lavoro (n.848) approda oggi in Senato. Se verrà approvata in maniera definitiva – e dopo l’emissione di appositi decreti legislativi – darà il via ai contratti a chiamata (job on call), all’interinale a vita (staff leasing), al collocamento privato (anche un consulente del lavoro, una qualsiasi università o scuola, il ragioniere del paese potranno fare formazione, orientamento, intermediazione di manodopera). Insomma, una giungla. Dove il lavoratore sarà meno tutelato dallo stesso sindacato, svuotato delle funzioni attuali. Prendiamo l’interinale, ad esempio: si potrà evolvere nello staff leasing, ovvero l’affitto a vita di un lavoratore. «In un’impresa come la Fiat – spiega Claudio Treves, coordinatore politiche attive del lavoro Cgil – potrebbero lavorare stabilmente dipendenti di agenzie interinali, alcuni agli sportelli, altri alle spedizioni, altri ai motori. Si eliminerebbe il rapporto diretto tra azienda e lavoratori, e il sindacato sarebbe impossibilitato a organizzare il conflitto». In più, si potrebbero applicare diversi contratti nella stessa industria, a seconda delle mansioni svolte. C’è poi il job on call: stai sempre a disposizione dell’imprenditore, e metti piede in azienda solo quando ti chiama a lavorare a ore, senza preavviso. In cambio, certo, ti offre una maggiorazione retributiva, ma è poca cosa in confronto alla prospettiva di restare appeso alla sua telefonata senza poter dare disponibilità ad altri, ed essere pagato per giunta solo quando lavori. E il collocamento? Addio centralità del ruolo pubblico: chiunque dall’oggi al domani potrà mettere su un’agenzia, e dunque sarà un fiorire di caporali, di sfruttamento e di truffe.

Ma non basta. Il senatore Ds Antonio Pizzinato spiega che verrà flessibilizzato anche l’istituto del part-time: «Aumenterà notevolmente il numero delle ore supplementari, e verranno eliminate tutele come quelle che garantiscono alle madri che hanno scelto un passaggio temporaneo al tempo parziale di poter ritornare al full time». Anche il mondo delle cooperative, in base a una modifica introdotta alla Camera, potrebbe essere stravolto: per i soci lavoratori verrà garantita solo l’applicazione dei minimi contrattuali, mentre saranno scoperti su altre tutele previste dai contratti e dallo Statuto dei lavoratori. La cooperativa che avrà deciso di espellere un socio potrà anche contemporaneamente licenziarlo. «L’opposizione ha presentato 465 emendamenti – spiega Pizzinato – ma il testo è blindato. Le uniche modifiche, dato che siamo ormai in terza lettura, potranno essere fatte soltanto sulle poche novità introdotte alla Camera». E dopo che il testo sarà approvato? «Bisognerà fare una battaglia nel paese, affinché non ci siano peggioramenti nei decreti legislativi: grazie allo strumento delle deleghe, soprattutto nel modo vago in cui sono state definite, il governo ha in pratica carta bianca per decidere tutto. E credo che, a quel punto, l’unico modo per abrogare le norme sarà la presentazione di nuovi quesiti referendari».

Di referendum parla anche Gigi Malabarba, senatore di Rifondazione, ma si riferisce a quello che si svolgerà fra pochi mesi: «L’opposizione in Parlamento può essere utile, ma noi crediamo che il referendum sull’estensione dei diritti potrà essere fondamentale: abrogherà di fatto la delega 848bis, quella sull’articolo 18, che il governo vuole tornare a discutere. E darà anche maggiore forza ai sindacati quando discuteranno con il governo i nuovi decreti legislativi. Inoltre noi sosterremo due leggi sulla rappresentanza sindacale e l’estensione dei diritti agli atipici». In questo periodo, ricordano sia Malabarba che Pizzinato, è più che mai importante sensibilizzare il paese, perché l’attacco ai diritti del lavoro viene inserito in moltissime leggi: basti pensare alle deleghe, approvate recentemente in via definitiva, che autorizzano il lavoro notturno per gli apprendisti e aprono alla modifica della 626 (verrà depenalizzato il non rispetto, da parte degli imprenditori, delle normative sulla sicurezza del lavoro).

Il segretario confederale della Cgil Giuseppe Casadio si dice preoccupato del nuovo ruolo che potrebbero assumere i sindacati. Gli enti bilaterali azienda-sindacati potranno certificare i rapporti di lavoro, ovvero sostituirsi ai giudici per stabilire se un lavoratore che è stato cococo in un’azienda ha diritto o meno a un rapporto subordinato. E ancora, potranno anche selezionare e formare il personale da assumere: è ovvio che i tesserati delle organizzazioni sindacali e datoriali verranno favoriti. «Il sindacato abdicherebbe così al suo ruolo di controparte dell’azienda, non avrebbe più la funzione di difesa del lavoratore». Come si articolerà la battaglia della Cgil? «Già nel 2002 abbiamo lottato contro questi provvedimenti – spiega Casadio – Basta ricordare che la riforma dell’articolo 18 è stata accantonata grazie agli scioperi. Uno dei "no" per i quali abbiamo raccolto cinque milioni di firme è proprio contro queste deleghe. Dunque noi saremo in Senato martedì prossimo, per un presidio, continueremo a scioperare – la prima data è il 21 febbraio prossimo – e in ultima istanza ricorreremo allo strumento del referendum per abrogare le nuove norme».