Lavoro, il futuro è nella flessibilità

06/02/2003

ItaliaOggi (Diritto & Fisco)
Numero
031, pag. 23 del 6/2/2003
Pagina A Cura Di Teresa Pittelli


Il senato ha approvato in via definitiva la legge che delega il governo a riformare l’occupazione.

Lavoro, il futuro è nella flessibilità

Collocamento ai privati, nuovi contratti e part-time elastico

Il mercato del lavoro diventa flessibile. L’approvazione definitiva, ieri in senato, della delega per la riforma del mercato del lavoro, che liberalizza completamente il collocamento, e introduce nuovi contratti improntati alla massima flessibilità, segna il passaggio definitivo a un nuovo modo di intendere il lavoro, basato sulla riduzione dei vincoli e delle regole, nel segno di una maggiore produttività delle aziende. Una vittoria per il governo. Roberto Maroni, il ministro del welfare, parla di ´una giornata storica’. Mentre per Maurizio Sacconi, sottosegretario al welfare, ´è la più coraggiosa riforma del mercato del lavoro a 33 anni dallo Statuto dei lavoratori, voluta per rendere più giusto e competitivo il paese che in Europa ha il più basso tasso di occupazione regolare, e il più alto tasso di lavoro sommerso’. In realtà, il collegato alla Finanziaria per il 2002, che raccoglie il lavoro di Marco Biagi (dal quale il nome di ´riforma Biagi’), il giurista ucciso lo scorso anno dalle Br, ha aspettato più di un anno per essere approvato, a causa dell’opposizione della sinistra e dei sindacati sulle modifiche all’articolo 18, che dopo la firma del Patto per l’Italia sono state stralciate e inserite in un nuovo provvedimento (il ddl 848-bis, il cui esame partirà il prossimo 18 febbraio). Ecco come cambia il lavoro in Italia.

- Collocamento. L’intermediazione tra domanda e offerta di lavoro d’ora in poi è aperta ai privati, tra i quali le società di interinale, prima legate al vincolo dell’oggetto sociale esclusivo, ma anche ai consulenti del lavoro e alle università. Tutti questi soggetti passeranno, prima del via libera all’attività, per un processo di autorizzazione il cui meccanismo

sarà definito nei decreti delegati. Saranno inoltre riformati i servizi

all’impiego, con l’obiettivo di realizzare una ´borsa del lavoro’ telematica per facilitare l’incontro tra domanda e offerta.

- Outsourcing. L’articolo 1, relativo al collocamento, prevede anche che si potrà appaltare e trasferire un ramo d’azienda. Ma le imprese dovranno osservare le direttive Ue sul mantenimento dei diritti dei lavoratori. E dovranno dimostrare l’autonomia funzionale dell’attività che intendono esternalizzare.

- Via ai nuovi contratti. Si punta alla massima flessibilità con nuove tipologie di contratto mutuate dai modelli utilizzati Oltralpe. In particolare, arriva il job on call (lavoro a chiamata, con il lavoratore a disposizione dell’azienda in caso di chiamata, e dietro la percezione di un’indennità), il job sharing (lavoro ripartito), lavoro a progetto, coincidente con la realizzazione di un obiettivo aziendale, e lo staff leasing. Con quest’ultimo le aziende potranno affittare tutta la manodopera, anche a tempo indeterminato, da altre aziende specializzate. Le co.co.co saranno circoscritte ai casi di lavoro autonomo certificato. Mentre il lavoro occasionale riguarderà solo rapporti di lavoro fino a 30 giorni nell’arco di un anno. Nasce anche il lavoro accessorio.

- Part-time. Sarà più elastica la disciplina del part-time, con l’intento di incentivarne l’utilizzo. Tra l’altro, saranno eliminate le restrizioni sugli straordinari.

- Altre deleghe. L’esecutivo viene poi delegato a ´riordinare i contratti formativi’, per collegare ricerca di un lavoro e sussidio di disoccupazione, e la disciplina sul socio lavoratore, che sarà modificata in modo da dare preminenza al vincolo associativo, piuttosto che al rapporto di lavoro subordinato. Ultima delega, la razionalizzazione delle funzioni ispettive degli enti previdenziali, che saranno accentrate in una super-direzione del ministero del lavoro.

- Welfare. Le donne uscite dal mercato del lavoro per l’adempimento di compiti familiari potranno usufruire dei nuovi strumenti formativi per il reinserimento. Sui lavoratori disabili con contratto interinale, invece, la delega prevede che potranno essere computati nella quota obbligatoria di lavoratori con handicap delle aziende, secondo il principio del ´pro rata temporis’.

- Agricoltura. Dal part-time al lavoro temporaneo tramite agenzia, la delega estende molte delle flessibilità al settore agricolo, come per esempio il contratto a prestazioni occasionali.

- Le reazioni. Assolutamente contrario il giudizio dell’opposizione parlamentare. ´È un provvedimento arretrato e debole sotto numerosi profili, in particolare la formazione’, ha detto Luigi Viviani (Ds). Secondo i Ds, ´il ddl introduce un ampliamento smisurato e senza precedenti della flessibilità, mentre accantona e dimentica l’attività formativa, che viene sottofinanziata’. Per Ornella Piloni, vicepresidente della commissione lavoro, ´il governo ha pagato un tributo a Confindustria, ma il paese ha bisogno di altro’. Per la maggioranza è il relatore Oreste Tofani (An) a sottolineare invece che ´la delega è una risposta alla disoccupazione, perché si allarga la partecipazione al mercato del lavoro, soprattutto dei soggetti a rischio di esclusione sociale’. Sul fronte sindacale, durissimo il no della Cgil. ´Una legge che contiene decine di deleghe in bianco al governo, il cui scopo è rendere il lavoratore sempre più solo e debole nel mercato del lavoro. Da oggi i lavoratori, grazie al governo, non sono nulla di più di merce: si possono vendere, scambiare, trattare come l’azienda meglio crede’, dice Giuseppe Casadio, segretario confederale di corso Italia, secondo il quale ´ora si apre una nuova stagione di scontro sociale, la cui responsabilità ricadrà tutta sul governo Berlusconi’.

Favorevole, invece, il fronte delle imprese. Per Guidalberto Guidi, consigliere incaricato di Confindustria per le relazioni industriali, ´l’approvazione della delega è un passaggio importante che aggancia l’Italia all’Europa’. Positivo anche il giudizio delle cooperative. ´Un provvedimento che ha il pregio di affrontare i problemi strutturali del mercato del lavoro italiano’, è il commento di Confcooperative.

Come cambia il lavoro

Collocamento privato. La delega sul lavoro dà il via libera agli intermediari privati nella gestione della domanda e offerta di lavoro.Potranno rivestire questo ruolo enti pubblici e privati,compresi organismi bilaterali,università e consulenti del lavoro.Nell’elenco sono comprese le società di lavoro interinale,per le quali cade il vincolo dell’oggetto esclusivo.
La riforma dei servizi privati si affiancherà a quella del collocamento pubblico, contenuta in un dlgs già varato dal governo, e alla creazione del Sistema informativo del lavoro, in modo da creare una «borsa del lavoro ».
Outsourcing. Lo stesso articolo recepisce gli accordi del Patto per l ’Italia in tema di ramo d’azienda.Le imprese dovranno osservare le direttive Ue sul mantenimento dei diritti dei lavoratori, in caso di appalto all ’esterno di un ramo dell ’attività.E dovranno dimostrare
l’autonomia funzionale dell’attività che intendono esternalizzare.
Contratti di formazione. Il governo è delegato a riordinare i contratti a contenuto formativo, stabilendo un legame tra la frequenza di un corso e l ’ottenimento del sussidio di disoccupazione. L’obiettivo è «sostenere l’effettiva ricerca di un posto di lavoro ».
Part-time. Il governo renderà più .essibili le norme sull’orario di lavoro nel part-time,eliminando alcune restrizioni imposte dalle norme vigenti, come sugli straordinari.
Contratti flessibili. Arriva una serie di nuovi contratti:lavoro a chiamata,lavoro a progetto,job sharing (lavoro condiviso in due) e staff leasing. In più, la razionalizzazione e disciplina dei contratti di lavoro temporaneo,coordinato e continuativo, occasionale, accessorio e a prestazioni ripartite. Con lo staff leasing sarà possibile affittare un intero staff
di lavoratori, anche a tempo indeterminato. Le co.co.co saranno circoscritte ai casi di lavoro autonomo certificato. Mentre il lavoro occasionale riguarderà solo rapporti di lavoro fino a 30 giorni nell’arco di un anno, salvo che il compenso non sia superiore a 5 mila euro.
Coop. Il governo è delegato a riscrivere la disciplina delle coop (legge 142/2001) dando maggiore preminenza al vincolo associativo che lega il socio lavoratore alla coop, piuttosto che al contratto di lavoro. E modulando, con regolamenti interni alle coop, i diritti sindacali previsti dallo statuto dei lavoratori secondo le esigenze delle cooperative. Le cooperative avranno tempo fino al 31 dicembre 2003 per definire i regolamenti.
Certificazione. I rapporti di lavoro atipici saranno certificati «per ridurre il contenzioso in materia di qualificazione dei rapporti di lavoro ».
Ispezioni. Il governo è delegato al riordino delle funzioni ispettive in materia di previdenza e lavoro. Con l ’accentramento di alcune funzioni in una super-direzione al ministero del lavoro.
Pmi.. I benefici normativi e contributivi per le imprese artigiane, commerciali e del turismo, che rientrano nella sfera di applicazione degli accordi e contratti di lavoro collettivi, sono subordinati all’integrale rispetto degli accordi firmati dalle associazioni comparativamente più rappresentative sul piano nazionale.
Welfare. Le donne uscite dal mercato del lavoro per l’adempimento di compiti familiari potranno usufruire dei nuovi strumenti formativi per il reinserimento nel mercato del lavoro. Mentre i lavoratori disabili con contratto interinale potranno essere computati nella quota obbligatoria di lavoratori con handicap delle aziende, secondo il principio
«pro rata temporis»