“Lavoro” Il fronte dei contratti si infiamma

28/05/2007

    domenica 27 maggio 2007

    Pagina 49 – Economia

    Domani a palazzo Chigi vertice per sciogliere il nodo degli statali, ma il sindacato allarga l�allarme a tutti i settori in scadenza

      Il fronte dei contratti si infiamma

        Oltre 7 milioni di lavoratori in attesa dei rinnovi. Angeletti: rischiamo conflitti duraturi

        Damiano: "In campo la questione dell�allungamento a tre anni della durata"

          ROMA – Appuntamento a domani sera. Alle nove, governo e sindacati si rivedono a Palazzo Chigi per tentare un accordo sul contratto degli statali e scongiurare lo sciopero del primo giugno (con appendice al 4 per la scuola). In un clima che Angeletti della Uil considera �non ottimale�, l�esecutivo tiene ferma la posizione. In cassa ci sarebbero i 101 euro da riconoscere ai lavoratori (� l�aumento medio in busta paga con il contratto a regime). E ci sarebbe anche la volont� di convincere il ministero per l�Economia: finora non ha riconosciuto questa cifra – gi� concordata – nella direttiva per i singoli comparti.

          Ma il governo chiede, come contropartita, scadenze contrattuali pi� lunghe: tre anni invece di due. Nel nuovo modello, peraltro, il contratto avrebbe la stessa identica scadenza (tre anni, appunto) sia per la sua parte economica, sia per la parte delle regole.

          Alla vigilia della trattativa, Cesare Damiano cerca parole distensive: �Passare da due a tre anni�, dice il ministro del Lavoro, �si pu� fare solo con l�accordo sindacale. Coraggio: abbiamo fatto 30, facciamo 31�. Ma loro, i sindacalisti, sono freddissimi. Luigi Angeletti della Uil spiega che i due negoziati, sulla parte economica e sulla durata, vanno separati. Carla Cantone (Cgil) nota, e con sospetto, che gli industriali fanno troppo il tifo per una durata triennale realizzando su questo punto un�insolita alleanza con il governo Prodi.

          Raffaele Bonanni (Cisl) si augura che tutte le controparti considerino fisiologico i rinnovi dei contratti. In Italia, accanto agli statali, ci sono altri 4,5 milioni di lavoratori che aspettano un accordo: �Il governo stesso�, dice, �non pu� tagliare il ramo dove � seduto�. Ancora Angeletti teme che le resistenze di Confindustria e della stessa Confcommercio inneschino conflitti sociali �seri e duraturi�. Il contratto dei lavoratori del commercio (circa due milioni) � scaduto da Natale. Ma Francesco Rivolta di Confcomercio nega ostruzionismi e provocazioni: sono tre mesi che teniamo aperto un tavolo tecnico, dice, �e non vediamo conflitti all�orizzonte�.

          Il contratto dei metalmeccanici scadr� il 30 giugno (la richiesta � di 117 euro). I 600 mila lavoratori del turismo aspettano invece dal dicembre 2005: chiedono 100 euro. Aspettano da due anni i dipendenti delle imprese di pulizia: 400.000 persone, soprattutto donne. E altre 450 mila si aggiungono nell�alimentare, dove la richiesta � di 125 euro. Per i 320.000 lavoratori delle banche i sindacati sperano a regime in 188 euro. Il contratto � scaduto a fine 2006. Scaduto a fine 2006 pure quello dei 100.000 ferrovieri (gi� indetto uno sciopero dalle 21 del 17 giugno alle 21 del 18 giugno). E anche se sono solo 5 mila, si fanno sentire gli Assistenti di volo Alitalia. Pi� numerosi i lavoratori della telefonia, 120 mila: reclamano 111 euro di aumento.

          Sperano in un contratto anche i 16.500 giornalisti. La trattativa economica non � stata mai avviata perch� non si � superato lo scoglio sulle regole (precariato, lavoro autonomo, multimedialit�). Il ministro Damiano � avvilito: �I cronisti vogliono il contratto, gli editori no. Eppure il governo ha fatto tanto per mediare�. Da An, Fini si augura il rinnovo, ma invita Palazzo Chigi a non mettere il naso in un negoziato tra privati, mentre Giulietti dei Ds considera doverosa la mediazione governativa, �l�informazione � un bene collettivo protetto dalla Costituzione�.

          (a.fon.)