“Lavoro” «Giù le mani dalla legge Biagi»

05/12/2006

    marted� 5 dicembre 2006

    Economia, pagina 6

      "Gi� le mani dalla legge Biagi"

        Gli industriali: sbagliato
        mettere nel mirino
        le riforme che hanno
        modernizzato il lavoro

          Il sindacato: oggi
          il mercato danneggia
          i giovani. Possiamo
          parlare di flessibilit�

            RAFFAELLO MASCI
            ROMA

              Sulla riforma del mercato del lavoro, Confindustria manda al governo un segnale perentorio: la legge Biagi non si tocca, n� per riformarla, n� per riscriverla e meno che mai per abrogarla. Messaggio affidato al vicepresidente Alberto Bombassei, che trova il pieno avallo anche di Luca Cordero di Montezemolo. Per tutta risposta la Cgil ha ribadito la sua intenzione, altrettanto netta, di contrastare la precariet� endemica. Quanto al ministro del Lavoro, Cesare Damiano, si appella al programma dell’Unione che prevede di coniugare �competitivit� e tutele�.

              �Per Confindustria – ha detto Bombassei illustrando un documento redatto dal Club dei 15 – � profondamente sbagliato puntare il dito contro le riforme che nel corso degli ultimi dieci anni hanno finalmente innovato e modernizzato la nostra legislazione in materia di gestione del lavoro�. E, affinch� non ci restassero dubbi sul suo pensiero, ha ribadito �la convinta contrariet� del sistema Confindustria ad ogni ipotesi di abrogare, cancellare, superare, cambiare le normative che hanno introdotto alcuni principi di flessibilit� organizzativa�. Semmai, ha chiarito Bombassei, �La vera urgenza oggi � un immediato impegno nell’individuare nuovi ammortizzatori sociali�. Dunque – � la linea di Confindustria – una blindatura della legge Biagi s�, ma anche una sua integrazione con il capitolo, finora trascurato, degli ammortizzatori.

              �Devo dire che non � una novit� – ha aggiunto Montezemolo commentando il documento di Bombassei – nel senso che questo noi lo abbiamo detto da quasi due anni: � una legge che va completata a cominciare dagli ammortizzatori sociali, che sono uno strumento fondamentale per un Paese e un’industria che per crescere si deve trasformare e che sarebbe anche uno strumento fondamentale in uno dei problemi pi� forti che abbiamo e che � la pubblica amministrazione�.

              Anche se la posizione di Confindustria era nota, il fatto che Bombassei ne abbia marcato i confini invalicabili non � stato apprezzato dalla Cgil che, con la segretaria confederale Carla Cantone, ha dato del �conservatore� al numero due di viale dell’Astronomia. �La nostra linea – ha argomentato la sindacalista – � quella di fermare la precariet� e contrattare la flessibilit�. Fermare la precariet� vuol dire che non possiamo lasciare il mercato del lavoro nella condizione in cui ora si trova, con i danni specie per i giovani, che sono sotto gli occhi di tutti. Chiarito questo, di flessibilit�, come materia di trattativa, si pu� parlare. Senza per� blindare la legge 30 che, secondo noi, va profondamente modificata e riscritta�.

              Il ministro Damiano ha indicato il programma dell’Unione e le prime scelte fin qui attuate come punti di riferimento: �Proseguiamo sulla linea del programma, coniugare competitivit� e tutele. Gi� in Finanziaria abbiamo introdotto il cuneo fiscale, le norme sulla stabilizzazione del lavoro e quelle sull’emersione del nero�.