“Lavoro” Gallino: «Italia poco produttiva? Colpa anche delle imprese

11/12/2006
    venerd� 8 dicembre 2006

    Pagina 6 – Politica/Societ�

    Intervista al sociologo. �E sul licenziamento dei dipendenti pubblici Ichino sbaglia�

      Gallino a Montezemolo: �Italia poco
      produttiva? Colpa anche delle imprese�

        �Non � vero che
        met� degli italiani
        sono fannulloni.
        La verit� � che
        le nostre aziende
        investono poco
        in ricerca
        e sviluppo�

          di Roberto Farneti

          Invece di dire che met� degli italiani sono fannulloni e l’altra met� produce e accetta il merito, Confindustria farebbe bene a guardare in casa propria. Quanto ai lavoratori pubblici, non � con la creazione di Authority che spiano i dipendenti, come in un romanzo di Orwell, che si risolve il problema dell’efficienza dei servizi. E’ questo, in sintesi, il pensiero del professor Luciano Gallino, sociologo ed economista, sull’ultima sparata di Luca Cordero di Montezemolo e sull’ultima
          proposta lanciata da Pietro Ichino nell’ambito della sua personale crociata contro gli statali che rubano lo stipendio.

          Montezemolo sembra riproporre il clich�,un po’datato,di una macchina pubblica parassitaria e inefficiente e di un privato che, invece, produce e si porta il paese sulle spalle. Non le sembra una distinzione un po’manichea?

          Dalle sintesi pubblicate dai giornali non � chiaro se, secondo Montezemolo, quelli che lavorano poco stanno solo nel pubblico o anche nelle fabbriche e negli uffici del privato. In ogni caso, mi sembra che questa accusa a chi lavora poco, ingigantita fino a farne un freno per la crescita economica del paese, sia un po’ esagerata. Montezemolo sottolinea che, in termini di ricchezza economica, l’Italia cresce a livelli decisamente inferiori a quelli dei concorrenti mondiali. Ma se ha in mente soltanto una questione di ore lavorate o di intensit� di lavoro probabilmente non ci siamo, perch� una delle ragioni del fatto che altri corrono di pi� � che le imprese – se vogliamo anche il pubblico, ma le imprese per prime – investono maggiormente n ricerca e sviluppo.
          Negli Stati Uniti ormai pi� di tre quarti delle risorse destinate a ricerca e sviluppo vengono dalle imprese. In Italia, dove il totale � di gran lunga inferiore e fatte le debite proporzioni, le imprese fanno si e no la met�
          della ricerca e sviluppo complessiva.

          Il leader della Cgil Epifani dice: quando Confindustria parla di produttivit� pensa a intensificare i ritmi di lavoro. Se capisco bene,anche secondo lei gli industriali, prima di parlare, dovrebbero fare un po’di autocoscienza…

          S�. Certamente non soltanto gli industriali, perch� non � che anche la ricerca pubblica, ahim�, abbia un grandissimo peso nella crescita economica rispetto ad altri paesi come Germania, Francia e Stati Uniti.
          Quando si parla di produttivit� bisogna intendersi: un conto � la produttivit� per ora lavorata, che si ottiene non semplicemente intensificando i ritmi ens� impiegando mezzi di produzione migliori, tecnologicamente avanzati, e soprattutto producendo beni e servizi
          ad alto valore aggiunto. Invece per produttivit� spesso s’intende che bisognerebbe lavorare di pi�. Ma quella non � produttivit�, � semplice aumento dell’orario di lavoro, che in qualche misura va a finire nel Pil ma
          non determina un aumento di capacit� del sistema produttivo.

          E tuttavia Montezemolo insiste: nella pubblica ministrazione
          c’� bisogno �di una grande trasformazione culturale �. Cambiamento sollecitato anche dal professor Ichino che, sul Corriere della Sera, propone di affidare a un’Authority il potere di segnalare ai dirigenti pubblici �i casi individuali evidenti di totale inefficienza e improduttivit� a carattere colposo o doloso�. Tali casi, sempre secondo Ichino, dovrebbero essere contestualmente segnalati alla Corte dei Conti che avrebbe la possibilit� di chiedere i danni al dirigente che �senza giustificazioni� non provveda al licenziamento del dipendente. L’obiettivo di migliorare l’efficienza � giusto, ma non le sembrano attacchi figli di una retorica per cui il privato � sempre meglio del pubblico?

            Indubbiamente sullo sfondo s’intravede una presa di posizione, che una volta sarebbe stata definita ”ideologica”, per cui tutto ci� che � privato � inefficiente e tutto quello che � pubblico non lo �. Detto questo, penso anch’io che la pubblica amministrazione avrebbe bisogno di riforme a diversi livelli, non solo nei ministeri ma anche negli enti locali. C’� un problema di ammodernamento complessivo dell’organizzazione e della macchina burocratica. Credo per� che queste proposte di far valutare
            dall’esterno il lavoro dei dipendenti pubblici, fino ad ingiungere al dirigente di licenziare il sottoposto che non rispetta certi parametri, siano qualcosa che ricordano il famoso romanzo ”1984” di Orwell. Si stabilirebbe cos� una distinzione tra una casta che valuta e una casta inferiore che viene valutata. Si aprirebbero conflitti molto seri e credo che ci� sarebbe un fattore di ulteriore inefficienza della macchina
            pubblica. Sono disegni astratti che non credo abbiano alcuna probabilit� di ottenere gli effetti che si propongono.