Lavoro e Welfare, la faticosa marcia dell’opposizione

25/11/2003


  economia e lavoro


25 novembre 2003

Lavoro e Welfare, la faticosa marcia dell’opposizione
A Salerno il primo dei cinque seminari per costruire un programma comune alternativo a quello della destra

ROMA Ieri a Salerno, in dicembre a Genova e poi ancora altri tre appuntamenti con l’obiettivo di arrivare ad un programma comune delle forze di opposizione sui temi del lavoro da contrapporre a quello delle destre. Un traguardo non semplice, le differenze che attraversano uno schieramento che va da Rifondazione comunista e Ds alla Margherita, dai Comunisti italiani all’Italia dei Valori e l’Udeur passando per i Verdi e lo Sdi non sono poche. Ma come dice il responsabile Lavoro Ds, Cesare Damiano, «c’è una fortissima volontà di giungere a una definizione unitaria».
Il primo dei cinque seminari è stato dedicato al mercato del lavoro,
occupazione e diritti e proprio l’estensione di questi e delle tutele,
dentro e fuori i luoghi in cui si presta attività, è stato il filo conduttore
e l’elemento unificante di proposte diverse affrontate nell’ottica della
«pluralità». A confronto le opinioni dei responsabili del Lavoro dei partiti, docenti universitari, sindacalisti, amministratori. «Non si parte da zero – continua Damiano – ci sono già delle elaborazioni importanti, la Carta dei diritti dei lavoratori presentata dall’Ulivo, le proposte di Rifondazione, quelle di singoli parlamentari e dei sindacati. Da questo nucleo proviamo a definire una traccia comune». E dato che semplice non è, sinistra e centrosinistra si sono
mosse per tempo, con largo anticipo rispetto alle elezioni politiche
che rappresentano il punto di arrivo del confronto, e di partenza per tentare di dare al paese regole e modelli diversi da quelli sviluppati in questi due anni dalla squadra di Berlusconi.
A cominciare dalla legge 30 che riforma il mercato del lavoro. «Uno
dei nodi evidenziati è stato proprio il rapporto tra flessibilizzazione e stabilizzazione del lavoro – spiega Damiano -. Un altro è la relazione che intercorre tra l’individuazione delle tutele nel posto di lavoro e quelle sul mercato del lavoro come la cassa integrazione per i dipendenti delle piccole imprese, il reddito minimo di inserimento, l’indennità di mobilità, la maternità ed altro». «È evidente che le differenze non mancano ad esempio tra chi considera la buona flessibilità come un’opportunità e chi invece batte sull’unicità del rapporto di lavoro. Ma nessuno rinuncia a ricercare un filo comune
e nella discussione si sono fatti dei passettini in avanti». Si è anche parlato del ruolo che devono-possono avere le autonomie locali dopo la riforma del titolo quinto della Costituzione e un esempio di quanto si può fare è venuto proprio dalla Campania che ha previsto incentivi
per le assunzioni a tempo indeterminato, come ha spiegato l’assessore
Adriana Buffardi.
L’iniziativa «seminariale» si inserisce nella mobilitazione delle forze
di opposizione contro le scelte del governo, una campagna che in tutto il paese sta cercando di coinvolgere il numero più alto di cittadini, organizzazioni e movimenti. Ieri i responsabili Lavoro oltre che mettere a punto l’organizzazione dei prossimi appuntamenti prevedendo, tra l’altro, una partecipazione più ampia di Cgil, Cisl e Uil, hanno anche dato il via libera ad volantinaggio su larghissima scala per informare su quanto sta avvenendo alle pensioni dei lavoratori esposti all’amianto, alla cassaintegrazione, alla politica industriale e occupazione e al potere d’acquisto di stipendi, salari e pensioni.

fe. m.