Lavoro, Ds contro Rutelli “Non più leader dell´Ulivo”

06/06/2002

            GIOVEDÌ, 06 GIUGNO 2002
             
            Pagina 4 – Interni
             
            Lavoro, Ds contro Rutelli "Non più leader dell´Ulivo"
             
            Spaccatura sull´articolo 18. La Margherita: suicidi
             
             
             
            Cofferati attacca: forse vuole affrontare il dialogo solamente con se stesso
            Angius: la battaglia doveva essere unitaria. Berlinguer: non dà voce alla coalizione
             
            UMBERTO ROSSO

            ROMA – Le dichiarazioni di Rutelli sulla trattativa per l´articolo 18 spaccano il centrosinistra. Gavino Angius, presidente dei senatori dei Ds, ritiene che a questo punto «Rutelli parla soltanto come presidente della Margherita e non più come leader della coalizione». «Sono molto preoccupato – dice il presidente dei senatori diessini – di come si sta sviluppando il confronto sulla delega del mercato del lavoro. Abbiamo fatto di tutto perché questa battaglia fosse unitaria e comune, siamo molto preoccupati per la divisione che si è registrata in Senato in modo inatteso». Quanto alle affermazioni di Rutelli, secondo il capogruppo della Quercia al Senato «non rispecchiano in alcun modo la posizione dell´Ulivo. Sono affermazioni fatte come presidente della Margherita, che l´Ulivo non ha discusso in alcuna sede. Se lo avessimo fatto si sarebbero manifestate opinioni diverse». Per Angius, insomma, se non siamo davanti a un caso di conflitto d´interessi «di certo siamo davanti a un caso di distinzione di interessi, gli interessi della Margherita e quelli dell´Ulivo». Anche Sergio Cofferati fa sentire la sua voce, sostenendo che «gli appelli all´unità non possono essere generici, se poi si saltano a pie´ pari le cose importanti sul tavolo della discussione». Forse il leader del centrosinistra «vuole affrontare il dialogo solo con se stesso, senza considerare quanto gli altri pensano sull´articolo 18».
            Anche Giovanni Berlinguer, capo della minoranza dei Ds, critica Rutelli: «C´è un indebolimento notevole della leadership dell´Ulivo». Alla fine di una lunga riunione che nel pomeriggio di ieri ha tenuto l´esecutivo del correntone dei Ds, Berlinguer ha lanciato con fermezza i suoi distinguo nei confronti di Francesco Rutelli che «esprime più le opinioni della Margherita o meglio di una parte della Margherita che non gli orientamenti di tutte le compagini della coalizione». Critiche «di metodo e di merito» al leader della coalizione ne rivolge anche Rosi Bindi: «Quando si pongono qestioni così divaricanti, che incidono fortemente sul futuro del paese, prima di parlare farebbe bene a sentirci». Clemente Mastella, poi, giudica un «grave errore politico» l´ «ingerenza» rutelliana. E pur senza citare il leader, il fondatore dell´Udeur lancia l´ammonimento: «Il sindacato è autonomo e le sue scelte vanno rispettate da chicchessia».
            Dal canto suo il leader del centrosinistra in viaggio per la campagna elettorale in Sicilia si limita a opporre un no comment alla sortita di Angius: «Quando sono in viaggio – si limita a dire – non leggo le agenzie, ne parleremo quando sarò rientrato». Con Rutelli si schiera invece la Margherita e al fianco del leader del centrosinistra scende anche il socialista Boselli per dire che le dichiarazioni di Angius «sono irresponsabili e del tutto inopportune». Irresponsabili perché «le motivazioni con le quali si attacca Rutelli sono politico-strategiche e aprono una crisi profonda nella coalizione». Inopportune perché «non si esporta un invito di unità nel movimento sindacale che è diviso ma si importano nell´Ulivo le divisioni e le lacerazioni del sindacato».
            Dalla parte di Rutelli si schierano l´ex ministro Treu, il vicepresidente del gruppo della Margherita alla Camera Franco Monaco e il presidente del gruppo al Senato Willer Bordon: «Francamente del tutto improprie e, se è permesso ancora avere il senso dell´unità del centrosinistra, del tutto inopportune le dichiarazioni del senatore Angius su Francesco Rutelli». Che in ogni polemica si riproponga la questione della leadership risolta con la scelta di Rutelli può essere discutibile quando avviene a pochi giorni dalla campagna elettorale. «Una campagna – dice Bordon – che vede oggi Francesco Rutelli girare l´Italia a nome dell´Ulivo per sostenere le delicate e difficili situazioni e i candidati di tutta la coalizione nei ballottaggi con il Polo».